E' stato scelto e preferito a un tecnico perché - disse il sindaco il giorno della sua presentazione a giugno - è «una persona dalla visione politica e con la capacità di andare oltre». Gianmarco Proietti, nella vita ricercatore universitario e docente di matematica e oggi assessore al bilancio, tributi, finanze e pubblica istruzione, questa capacità di mediazione sta cercando di metterla alla prova del fuoco sul campo, sia nell'incandescente nella vita ring del consiglio comunale (suo l'intervento su Abc per spiegare l'iter seguito e togliere dall'imbarazzo la maggioranza su errori e correttivi) sia avendo a che fare con il non altrettanto facile mondo della scuola. Un settore di cui talvolta si parla solo quando le cose non vanno e quando le storie di alunni e docenti emergono per quei fatti di cronaca ordinaria che diventano straordinaria coperti da anni di burocrazia, rimpalli di responsabilità e carenze economiche.
Assessore come si affronta il mondo della scuola oggi?
Con l'ascolto e la condivisione dei problemi. Per questo ci vediamo con i presidi ogni primo venerdì del mese e con le coordinatrici delle scuole dell'infanzia il giovedì, per questo stiamo portando in commissione ed elaborando insieme ai consiglieri la bozza del regolamento della consulta, il luogo di incontro di sessanta teste tra dirigenti, rappresentanti dei docenti e dei genitori dei 13 istituti comprensivi e delle 6 scuole paritarie comunali. Insieme è stata la parola chiave della proposta elaborata. Un'amministrazione deve prestare massima attenzione al luogo dove si cura un capitale invisibile che si manifesterà solo nel futuro, dove le future generazioni hanno possibilità di esprimersi. La scuola che vogliamo a Latina è un luogo di umanizzazione, di sviluppo della persona, che passa attraverso la cultura. Il bambino che ogni giorno viene accolto nelle scuole del Comune è la persona con cui la comunità entra in dialogo, è il soggetto del processo educativo. E la relazione è essenziale: la politica se non è relazione è finta. L'ho detto anche sul bilancio: dietro i freddi numeri ci sono scelte per le persone, ci deve essere il confronto e la volontà di risolvere i problemi.
Però nel concreto la politica parla molto di scuola, salvo poi lasciarla come fanalino di coda nelle politiche di investimento.
Lasciare le briciole alla scuola è quello che non deve accadere. In questo bilancio va data priorità agli interventi nelle strutture, vorrà dire che qualche altro settore soffrirà. Quest'anno con l'assessore Ranieri abbiamo destinato 30mila euro alle manutenzioni ordinarie nelle scuole, con l'intento di potenziare ulteriormente questo capitolo di bilancio – di un 30-50% - e metterlo a regime per i prossimi anni.
Il recente maltempo non ha perdonato le carenze strutturali di molti edifici. Su questo fronte cosa le dicono i dirigenti scolastici?
Elencano i problemi, come è giusto che sia. Hanno segnalato i problemi con l'impermeabilizzazione, i vetri delle finestre non infrangibili a cui stiamo ovviando, il verde non curato, e la necessità di effettuare ulteriori interventi di derattizzazione. Questi interventi, per essere efficaci e risolutivi, vanno fatti con le scuole chiuse, si provvederà durante le feste.
Su cosa sta lavorando ora l'assessorato?
Stiamo predisponendo una struttura a livello educativo sul percorso 0-6 anni che fornisca servizi di qualità. In settimana presenteremo il nuovo portale sulla scuola, delle pagine dedicate dal Comune al mondo scolastico. Ci hanno lavorato in tanti sull'indicazione politica chiara di rendere più accessibili i servizi. Si chiamerà «Diritti a scuola» e sarà presentata il 20 nella giornata internazionale del fanciullo. Stiamo affrontando il problema degli esuberi nei nidi e dei circa 200 bimbi che ogni anno restano fuori dalle graduatorie. Una soluzione, laddove nelle scuole comunali ci siano gli spazi, sono le classi primavera, la prematerna da due anni e mezzo. C'è la possibilità di partire il prossimo anno a borgo Faiti e in un'altra paritaria.
Lbc vive da tempo la difficoltà di non riuscire a proporre un cambiamento reale e a dare la percezione delle cose fatte.
Dobbiamo comunicare meglio ciò che facciamo. I cittadini si rispettano anche nel raccontare meglio le cose. Dobbiamo essere più rapidi e pronti nel dare risposte a problemi profondi della città. Un'amministrazione dovrebbe avere una parte destruens, in cui buttiamo e demoliamo le cose che non vanno prima di avviare quella costruens. Dopo due anni e mezzo dovremmo stare nella fase della ricostruzione, ma si fa fatica perché la destruens ancora non termina, e non solo per il passato che pesa. Le normative mutano continuamente, l'Anac ci dà vincoli stretti e precisi. Ed è cambiato anche l'approccio alla politica.
In che modo?
Dieci anni fa i social non incidevano in questo modo, c'erano pochissime possibilità di confrontarsi con sindaci e assessori. Io Finestra lo incontrai due volte, nonostante il mio attivismo nel sociale. Oggi la politica deve adattarsi ai tempi più veloci di richiesta del cittadino: se oggi non rispondo a una Pec entro mezza giornata vengo insultato dopo mezz'ora su un social. C'è l'insulto e la perdita di confini che non vanno bene. Però è vero che gli amministratori devono imparare che i problemi si risolvono con attenzione immediata, educando i cittadini a capire che ci sono interventi e gare che richiedono tempo. La legalità, quando le cose le fai bene e rispettando le regole, vuol dire anche lentezza. E va spiegata, la sfida è la relazione.
Torniamo alla relazione...
Sì, dobbiamo argomentare le scelte, io dico in giunta: quello che noi scegliamo abbiamo la capacità di raccontarlo ai cittadini e argomentarlo? Se non ce l'abbiamo non è una scelta che possiamo permetterci.