Domani ci sarà la sfiducia in Consiglio regionale a Nicola Zingaretti e Forza Italia sarà presente e voterà la mozione. Ma i rapporti all'interno del centrodestra sono decisamente ai minimi storici. In questo caso lo scontro però ha un sapore tutto pontino. Da una parte ci sono gli azzurri, mentre dall'altra c'è Energie per l'Italia, il partito dell'ex candidato presidente Stefano Parisi ma soprattutto di Armando Cusani, il sindaco di Sperlonga, ex Forza Italia, che non ha mancato l'occasione per attaccare il senatore Claudio Fazzone. Uno scontro che nasconde la ruggine che ancora sporca i rapporti tra i due politici pontini.

Nei giorni scorsi, dopo che il consigliere regionale del Gruppo Misto Enrico Cavallari ha annunciato l'intenzione di votare contro la mozione di sfiducia a Zingaretti, il coordinatore Regionale di Forza Italia Claudio Fazzone ha rilasciato una dichiarazione all'Ansa dicendo: "Adesso chiamero' il mio capogruppo e gli diro' che vista la posizione di Cavallari e' inutile andare a fare delle figure del genere in Consiglio. Loro avevano dato per certo che Cavallari avrebbe firmato la mozione di sfiducia, ma davanti alle parole di Cavallari ci conviene di piu' a fare una battaglia sul bilancio e dare risposte certe ai problemi nei comuni e nelle imprese che a discutere di una mozione che non ha i numeri. Se l'opposizione e' convinta di mandare a casa la giunta non c'e' bisogno di presentare la mozione di sfiducia- ha proseguito Fazzone- ma si va dal notaio o dal segretario regionale, si firmano le dimissioni e si va ad elezioni". A queste parole Stefano Parisi aveva a sua volta risposto, accusando in sostanza Fazzone di inciucio con il Partito democratico. "Non c'è nulla di male – ha detto Parisi – ma sarebbe ora di dire basta con le ambiguità".

Il gruppo consiliare azzurro domani voterà la sfiducia a Zingaretti. Lo ha confermato il capogruppo Antonello Aurigemma e lo ha ribadito oggi il consigliere pontino Giuseppe Simeone, che ne ha approfittato anche per rispondere a Parisi: Ho letto con un certo stupore gli interventi di Stefano Parisi che dispensa consigli ed ammende nei confronti del coordinatore regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone, in merito alla mozione di sfiducia che domani discuteremo in consiglio regionale. E leggendo e rileggendo una domanda è sorta spontanea: Parisi chi? L'ex candidato alla presidenza della regione Lazio che ci ha fatto perdere le elezioni? L'ex candidato alla presidenza della regione Lazio che non si è mai fatto vedere una sola volta in provincia di Latina per incontrare le comunità di cui oggi si erge paladino difensore? L'ex candidato alla presidenza della Regione Lazio che non ha saputo portare un solo voto in più rispetto a quello dei partiti che lo hanno sostenuto facendo miseramente naufragare la possibilità di dare alla regione Lazio un governo all'altezza delle aspettative dei cittadini? Non accettiamo lezioni da nessuno. Non abbiamo altri portavoce o rappresentanti che non siano gli organi istituzionali di Forza Italia, a tutti i livelli, da Berlusconi a Tajani, passando per Fazzone ed Aurigemma che oggi è il nostro capogruppo alla Pisana. Oggi Parisi parla di inciuci con il Pd in una provincia che forse conosce solo perché indicata sulla cartina geografica. Disquisisce di questioni, forse adeguatamente illuminato da qualcuno della nostra provincia, di cui non sa nulla. Fazzone è coordinatore regionale di Forza Italia e può dire quello che vuole, lo ha sempre fatto e la farà senza minare in alcun modo la legittimità degli eletti in consiglio regionale. Noi, tutta Forza Italia, non siamo abituati a parlare con l'auricolare connesso. Siamo abituati a discutere, condividere ed agire. Non abbiamo padroni abbiamo rispetto per il partito di cui facciamo parte, per chi lo rappresenta e per i cittadini che ci hanno dato fiducia. Il resto è fuffa. Noi domani voteremo la sfiducia a viso aperto e con coerenza come sempre fatto in ogni situazione senza accettare lezioncine da chi cerca solo di smazzare le carte".

Finita qui? Nemmeno per idea. Perché a Simeone risponde il sindaco di Sperlonga Armando Cusani, che con Simeone ha lavorato a braccetto per anni quando lui era presidente della Provincia di Latina e l'altro capo di gabinetto dell'ente. Nelle parole dell'Armando il vero obiettivo, però, è Claudio Fazzone, accusato di "cesarismo". "Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Stefano Parisi per gli attacchi ricevuti dal portavoce di Claudio Fazzone, il Consigliere Giuseppe Simeone, in difesa della sua poltrona – esordisce Cusani - e se mai qualcuno avesse avuto dubbi sul fatto che Fazzone stesse in maggioranza, la sua dichiarazione all'Ansa del 29/11 è più che eloquente.
Del resto, dalla sua confusa ricostruzione dei fatti emergono quattro spunti di riflessione.
Il primo: Fazzone non ama il confronto tra i partiti alla luce del sole. La sua tesi è che la sfiducia non si fa in Consiglio, che è il luogo democratico deputato per farla, ma in una stanza segreta. Della serie: colpiamolo alle spalle. Secondo: che sostenga Zingaretti e sia in maggioranza non è una novità, del resto la Presidenza alla Commissione Sanità del suo fido Simeone ne è la prova chiara e gli accordi politici sulla Presidenza della Provincia di Latina e su Acqualatina, tra lui e il PD sono noti. Terzo: Fazzone è coordinatore regionale di sé stesso e di Simeone. D'altronde, come lui stesso afferma, nessuno lo ha informato e coinvolto nella mozione di sfiducia. In ultimo, il suo intervento è la dimostrazione della chiara preoccupazione di chi non vuole perdere una delle ultime posizioni politiche che sono rimaste ad un movimento in via di estinzione. Il Consigliere regionale Giuseppe Simeone si chiede chi sia Stefano Parisi. Lo aiutiamo a rinfrescarsi la memoria. Stefano Parisi è quello che ha consentito ad un centrodestra allo sbando di arrivare ad un passo dal successo in Regione prendendo 964mila voti, e cioè 42mila in più delle liste che ne hanno presi 922mila, nonostante candidato a pochi giorni dal voto. Con il suo impegno, Parisi tiene alto il livello del confronto politico sui temi più importanti della regione. Tirate le somme Simeone può stare sereno: non perderà la Presidenza della Commissione Sanità. Se ci fosse questo rischio Forza Italia non voterebbe mai la sfiducia".

Questo scambio di complimenti, come antipasto al dibattito sulla sfiducia a Nicola Zingaretti in agenda domattina, non è niente male.