Anche il comitato per il centro alta diagnostica dice la sua a corredo del consiglio di giovedì. Riconosce il beneficio del Goretti e le sue ricadute sul sistema sanitario locale ma persiste nel denunciare «un problema politico, di visione e – deciderà la Corte dei Conti da noi interpellata – se anche di natura economico/erariale». «Non si capisce - scrivono - quale sia il reale motivo o le reali paure che hanno spinto questa Amministrazione a correre in soccorso della rimodulazione del progetto chiesta da Fondazione Sanità & Ricerca.
Il Comune anzi, aveva assieme alla Provincia ed alla sempre silente Università "La Sapienza", il coltello dalla parte del manico; gli atti firmati a suo tempo quali il Protocollo d'Intesa e l'Accordo di Programma sono infatti vincolanti per i vari sottoscrittori e, con la sola eccezione della Fondazione Sanità & Ricerca, il Comune e la Provincia avevano già assolto ai loro obblighi. Troviamo davvero di difficile comprensione i motivi che spingono il Comune ed LBC ad abdicare al progetto di Centro di Alta Diagnostica, la cui gestione inizialmente per 30 anni sarebbe stata a carico della Fondazione Sanità & Ricerca, quindi senza gravare sui cittadini, a fronte di un potenziamento della struttura ospedaliera, che per quanto importante anche sia, resta solo una donazione da parte della Fondazione, che non attiva però nessun possibile futuro virtuoso a Latina nel campo della ricerca clinica e diagnostica. «A prescindere dal voto - scrive il comitato - che al momento certifica esclusivamente la volontà di questa Amministrazione di accettare una rimodulazione al ribasso – che poi dovrà comunque passare per il vaglio del Prefetto, convocando il Collegio di Vigilanza, mai attivato finora – auspichiamo che la maggioranza di LBC possa tornare sui suoi passi e non passare alla storia della Città come la compagine dell'immobilismo e della paura che ha buttato a mare un'occasione unica».