Un tavolo fra Governo e Anci per affrontare le problematiche sorte dopo l'approvazione del "Decreto Salvini" sulla sicurezza.

E' questa la proposta che arriva dal sindaco di Velletri, Orlando Pocci, esponente del Partito Democratico, che non condivide affatto alcune misure contenute nel decreto in questione, soprattutto per quanto concerne la "negazione" dei diritti ai richiedenti asilo.

«Ritengo che non possano rimanere inascoltate le perplessità e i dubbi di molti sindaci e amministratori rispetto a quanto prevede il decreto - ha esordito Pocci -. Proprio i Comuni sono gli enti su cui ricadranno i maggiori effetti dell'applicazione della legge 132 del 2018: rischiamo di espellere dal circuito della legalità migliaia di persone che finora sono state accolte e protette attraverso il sistema degli Sprar. La mancata possibilità da parte dei migranti di richiedere la residenza nei Comuni potrebbe generare tensioni ulteriori: dobbiamo evitare che si generi insicurezza tra i cittadini».

Pocci, a tal proposito, ricorda come Velletri, da anni, sia ormai diventata una città accogliente, senza particolari criticità per la cittadinanza. «A Velletri - ha spiegato - abbiamo costruito un modello di integrazione che sta funzionando, la recente visita dell'Unchr nel nostro Cas ne è stata un'ulteriore riprova. Stiamo mettendo in rete le diverse realtà del volontariato laico e cattolico affinché nessuno si senta escluso ed emarginato, avendo in mente e nel cuore le raccomandazioni del Presidente Mattarella, che nel suo messaggio di fine anno ha gridato la sua preoccupazione. Credo che la sicurezza si costruisca attraverso l'integrazione - ha concluso il sindaco di Velletri - e sconfiggendo quell'emarginazione che rappresenta un terreno fertile per la criminalità organizzata».