Continua la discussione sull'ordine del giorno discusso in Consiglio regionale nei giorni scorsi, in cui si propone di introdurre la lettera "r" del comma 2 dell'articolo 18 del decreto Bassanini . Fuori dal burocratese, si tratta di una parte del decreto che secondo il Carroccio consentirebbe alle Regioni di escludere o limitare per le imprese, la garanzia diretta del Fondo Centrale di Garanzia sul credito penalizzando non poco il sistema imprenditoriale italiano. «Una norma anacronistica, perché pensata prima dell'avvio del Fondo stesso, che oggi rischia di avere effetti dirompenti sull'accesso al credito per le imprese, in particolare per quelle di minori dimensioni. Introdurre l'obbligo di intermediazione da parte di un terzo soggetto non può che allungare i tempi e incrementare i costi dei finanziamenti», aveva detto il deputato della Lega Francesco Zicchieri, seguito dal responsaible economico del partito Silviano Di Pinto. Secondo il Pd di Terracina, però, in quelle affermazioni contro la Regione Lazio c'è almeno una incoerenza. E cioè che a quell'ordine del giorno, il consigliere regionale Angelo Tripodi ha votato a favore. «Ddai documenti che postiamo invece notiamo che rispetto a quanto affermato qualcosa non torna» scrivono. «Dal resoconto stenografico emerge, che lo stesso consigliere della Lega, Tripodi, approvi, votandolo, l'ordine del giorno presentato. Un ordine che prevedeva la reintroduzione e non la eliminazione della lettera r)». «Quindi, da un lato, abbiamo due rappresentanti che in una manifestazione pubblica sostengono l'importanza dell'eliminazione della lettera r), cercando cosi di accattivarsi il consenso politico del settore; dall'altro, il loro rappresentante consiliare che in Consiglio regionale, ne sostiene il ripristino». Ecco il post integrale del Pd di Terracina.