Il segretario comunale di Cisterna è indagato per peculato. La Procura di Cassino infatti ha notificato nei giorni scorsi una chiusa inchiesta ad Andrea Nappi nell'ambiuto di una inchiesta che non ha nulla a che vedere con la sua attività a Cisterna, ma si riferisce a fatti e ipotesi che riguardano la sua e altre nomine e assunzioni nel Comune di San Giovanni Incarico.

Da un giorno all'altro infatti, il Comune di San Giovanni Incarico si era trovato con 105 nuovi assunti. Assunti con contratti di lavoro a chiamata nell'imminenza delle elezioni del giugno del 2017. È quanto ha ricostruito la Procura di Cassino che ha inviato quattro avvisi di conclusione indagine, per peculato, nei confronti dell'ex sindaco Antonio Salvati, dell'allora suo vice Antonio Carnevale e dell'ex assessore ai Lavori pubblici e Servizi sociali Roberto Toti nonché del passato segretario comunale Andrea Nappi oggi a Cisterna. Le indagini, coordinate dal procuratore di Cassino Luciano D'Emmanuele ed affidate alla Tenenza di Arce della Guardia di Finanza, sono partite nel 2017 e si sono concentrate su una serie di assunzioni a chiamata effettuate - secondo quanto contestato - nelle vicinanze delle elezioni comunali del giugno 2017. Nessuno dei 105 assunti a chiamata nel 2017, tutti residenti a san Giovanni Incarico, lavora più per il Comune, che conta in totale, compresi gli Lsu, 29 dipendenti.
Le assunzioni effettuate con delibera di giunta non sarebbero consentite secondo quanto viene contestato dalla Procura. Gli investigatori agli ordini del colonnello Alessandro Gallozzi hanno contestato la violazione dei «principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza delle procedure di selezione del personale». E l'«"artifizio", consistito nell'adottare la delibera di giunta relativa alla stipula dei contratti, in assenza dei requisiti previsti dalla legge, al solo fine di ottenere consenso elettorale in occasione delle imminenti elezioni». Contestato anche l'inadempimento degli obblighi in materia di contribuzione obbligatoria previdenziale ed assistenziale. L'amministrazione, nel frattempo, è stata chiamata a pagare 11.694 euro di contributi non versati all'Inps e 4.061 all'Inail.
Il caso era stato denunciato quando, una volta insediatasi, la nuova amministrazione aveva stoppato la seconda tranche di pagamenti, dopo che la prima, di circa 50.000 euro era stata pagata, secondo l'accusa, a ridosso delle elezioni. Peraltro contro tale provvedimento sono state promesse delle cause di lavoro contro l'ente.
Del caso è stata informata la Procura regionale della Corte dei conti per un ipotetico danno erariale di 50.135 euro.