Carlo Medici non ha ancora convocato le elezioni provinciali per rinnovare il Consiglio. Il presidente attende l'esito delle primarie del Pd il prossimo 3 marzo per dare il via alle procedure in vista del voto di secondo livello. I partiti, nel frattempo, si stanno preparando. C'è chi come la Lega sta ampliando le proprie adesioni per farsi trovare pronta alla presentazione delle firme per la lista. O chi è già pronto come Fratelli d'Italia o le Civiche Pontine. Mentre Coletta, con Latina Bene Comune, attende di capire se c'è qualcuno che lo aiuta a raccogliere le firme necessarie. A votare, quando sarà decisa la data, saranno sindaci e consiglieri comunali. Sì perché la Riforma Delrio, ribattezzata dai detrattori "Riforma Delirio", ha tolto il voto ai cittadini per darlo agli eletti. E così decide la politica.

Ma dopo le prime esperienze con questo sistema, sono diventati numerosi i detrattori del voto di secondo livello. Da Aprilia il movimento Possibile chiede a gran voce che il diritto di voto torni ai cittadini. «A breve, Sindaci e Consiglieri dei diversi comuni della provincia di Latina dovranno eleggere i nuovi membri del Consiglio provinciale. A fronte della mancata abolizione, la Provincia continua ad avere competenze importantissime: edilizia scolastica, tutela e valorizzazione dell'ambiente, trasporti, strade provinciali. Un'altra funzione è il "controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale" e la "promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale". Anche tante altre competenze, che sarebbero dovute passare nelle mani dei Comuni, sono di fatto rimaste in carica alla Provincia. Che senso ha, quindi, questo tipo di elezioni in cui la comunità non trova spazio di espressione? Che senso ha vedere chi aveva festeggiato per l'abolizione delle province – mai veramente abolite – festeggiare poi per l'elezione dei Consiglieri provinciali?
Le province - prosegue la nota di Possibile - hanno ancora oggi un ruolo decisionale fondamentale. Basti pensare alle scuole e quindi all'educazione delle future generazioni. Basti pensare che, avendo competenza sulla tutela e valorizzazione dell'ambiente, producono i piani provinciali dei rifiuti. Ciò a cui stiamo già assistendo in vista delle prossime elezioni provinciali quindi, non solo non ha alcun senso, ma è l'ennesimo teatrino politico lontano dalle persone. Occorre interrogarsi sulla qualità della classe dirigente che esprimiamo. Noi crediamo quindi che sia necessario tornare all'elezione diretta da parte della comunità dei propri rappresentati provinciali - concludono i rappresentanti apriliani di Possibile - nella convinzione che la partecipazione alla vita politica del Paese – che sia nazionale, regionale, provinciale o comunale – sia per una comunità un bene prezioso e irrinunciabile e assolutamente da tutelare». T