Antonio Tajani blinda Claudio Fazzone. Il vicepresidente nazionale di Forza Italia ha sostanzialmente respinto gli attacchi ricevuti dal coordinatore regionale da parte dei tre consiglieri regionali azzurri Antonello Aurigemma, Adriano Palozzi e Pasquale Ciacciarelli. La lettera dei tre, inviata alcune settimane fa a Tajani, chiedeva in sostanza la rimozione del coordinatore regionale e un cambio di passo nell'azione del partito, azzerando tutte le cariche provinciali. Tajani ha incontrato i tre "ribelli" e ha di fatto difeso l'operato di Fazzone, sottolineando poi come lui non abbia alcun potere di intervenire sul coordinatore regionale, dal momento che l'incarico è dato direttamente da Silvio Berlusconi. Difficile immaginare che i tre vadano dal Cavaliere a chiedere la testa di Fazzone. In seconda battuta, Tajani ha assicurato ad Aurigemma, Palozzi e Ciacciarelli che la questione dei coordinamenti provinciali e comunali si risolve da sé visto che entro marzo saranno celebrati i congressi del Partito. Sarà dunque lì, che i tre, se vorranno, potranno prendersi la leadership, sempre che gli iscritti siano dalla loro parte.

Tajani del resto non poteva fare altrimenti. I voti di Claudio Fazzone sono determinanti per lui in vista delle elezioni Europee. E lo sono anche quelli dei tre consiglieri regionali. Per questo Tajani ha chiesto loro di deporre le armi e di marciare uniti verso le elezioni di maggio. Dopo quella data si potrà discutere molto più serenamente di tutto. 

Ora la palla torna nella metà campo di Aurigemma, Ciacciarelli e Palozzi e del loro riferimento romano, Francesco Aracri. I congressi in arrivo sono un'opportunità per contarsi e vedere chi ha i numeri per comandare. Sta a loro decidere se restare e giocarsi la partita o salutare e andare magari a sposare il progetto su cui in segreto (ma non troppo) lavorano da mesi il Governatore della Liguria Giovanni Toti e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.