Il Consiglio comunale  ha decretato una riduzione della Tari dell'11%. Buone notizie per la comunità di Cori. Per l'opposizione però, il dato andrebbe letto in altro modo. «Stiamo assistendo - affermano i consiglieri de L'Altra Città  - ad una esagerata manifestazione di euforia amministrativa per una fantomatica riduzione, che si aggira a loro dire intorno all'11% rispetto alle precedenti tariffe del 2018 aumentate del 24%. In realtà si tratta di un aumento del 13% rispetto al 2017 (anno delle elezioni amministrative) che con il congelamento della Tariffa aveva determinato nel 2018 un aumento del 24%. La riduzione è semplicemente fittizia: 24 meno 11 fa 13%! Secondo una nostra analisi invece, stiamo assistendo ancora una volta ad un semplice artifizio contabile, poiché da un elementare confronto tra il Pef (Piano economico finanziario per la previsione del costo del servizio) del 2019 con quello del 2018, salta subito all'occhio che non si tratta di una vera e propria riduzione ma il tutto è ottenuto attraverso il taglio di alcuni servizi essenziali alla vivibilità del Paese, alla salvaguardia della salute dei Cittadini e più in generale ai principi di igiene pubblica". 
Secondo i consiglieri di minoranza il minor gettito Tari e il taglio dei servizi per 300mila euro sarebbero praticamente identici. A questo punto "Come farà un Ente sull'orlo del dissesto permettersi di coprire l'erogazione di servizi essenziali alla vita di un Paese con risorse prese dal proprio bilancio, se ha già evidenti difficoltà non solo nel pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali e dei fornitori, ma anche mancanza di liquidità per la fornitura di alcuni servizi di utilità sociale?".