Un congresso provinciale dopo il voto delle Europee e possibilmente prima della pausa estiva. All'interno di Forza Italia, in questi primi giorni di campagna elettorale in vista delle Europee del prossimo 26 maggio, l'idea circola di capannello in capannello. Se ne parla e si chiede al coordinatore regionale Claudio Fazzone di tenere bene a mente il concetto: sì perché se Fazzone a più riprese ha detto che il partito deve cambiare altrimenti muore, i suoi dirigenti locali vogliono che questo cambio sia concreto, in particolare sui territorio. E cosa meglio di un congresso per cambiare e rilanciarsi?
Il leader regionale, ovviamente, mantiene un profilo basso, invita tutti a concentrarsi sulla campagna elettorale e privatamente dice ai suoi che qualcosa, dopo il 26 maggio, accadrà sicuramente. Del resto basta avere in mano la bussola della politica per capire che il vento di crisi si sta alzando. Il livello dello scontro tra Movimento 5 Stelle e Lega ha raggiunto un livello di guardia che fa presagire tempesta all'indomani delle Europee. Addirittura c'è chi sogna un ritorno alle urne già dopo l'estate. Difficile dirlo, ma è chiaro che Forza Italia guarda con attenzione a quanto può accadere ma soprattutto guarda con interesse al proprio interno, a quello che sarà il partito dopo il 26 maggio.
Nei giorni scorsi, ad Albano, Giovanni Toti ha preso parte a un incontro pubblico assieme a Francesco Aracri. Quest'ultimo appare quasi un separato in casa in Forza Italia, tanto che tutti garantiscono che alle Europee sosterrà Alfredo Antoniozzi, candidato di Fratelli d'Italia e non di Forza Italia. Un Antoniozzi seduto in platea ad applaudire Toti. In platea c'era anche Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia, che nelle parole del Governatore ligure ha ascoltato una eco di quelle del suo leader Claudio Fazzone. Toti ha ribadito la necessità che Forza Italia riparta dai suoi amministratori locali, seguendo il modello Liguria, dove lui si vanta di aver cambiato la classe dirigente locale, rinnovandola appunto con sindaci e amministratori dei vari comuni. L'impressione è che in Forza Italia si sta già lavorando al domani e si pensa oltre Berlusconi. Il disegno è chiaro: ricostruire il centrodestra con Fratelli d'Italia e Lega e tornare a sedurre romani e "laziali". E se Berlusconi non si metterà da parte, è probabile che sia Toti a guidare la scissione portando i suoi in Fratelli d'Italia. Al mome nto è fantapolitica. Dopo le elezioni Europee potrebbe diventare attualità.