Partire dagli uffici pubblici per attuare una piccola rivoluzione ambientale a Pontinia che porti a dire addio alle plastiche usa e getta. È una delle proposte avanzate dal gruppo di "Possibile" e che verranno formalizzate attraverso delle specifiche mozioni che saranno presentate al Consiglio comunale.
«In molti - afferma la portavoce Denise Doghini - si apprestano a si apprestano a cavalcare l'onda dell'ambientalismo e dell'ecologia sfruttando l'immagine di Greta Thunberg per legittimare un capitolo di programma elettorale. Possibile lo affronta da sempre, da quando è nato porta avanti con convinzione il messaggio e la necessità di un cambiamento radicale del sistema. Servono scelte economiche e politiche radicali. In questo quadro Pontinia Possibile presenta una mozione per chiedere al Comune di Pontinia di aderire alla "Plastic Free Challenge", chiedendo all'amministrazione di attuare azioni reali e concrete, dall'abolizione della plastica negli uffici pubblici agli interventi da attuare sul territorio, finalizzate al far diventare Pontinia una città Plastic Free».
Il partito chiede poi all'amministrazione comunale di prendere posizione anche su un altro tema di grande attualità: il rischio di chiusura di Radio Radicale a causa del mancato rinnovo della convenzione per la diffusione dei lavori parlamentari. «Al di là di ogni opinione sul finanziamento pubblico alle emittenti radiofoniche non si può non riconoscere il servizio pubblico che Radio Radicale offre alla cittadinanza e la necessaria tutela della libertà di informazione che questo servizio offre. Pontinia Possibile prende posizione e si pone dalla parte della libera informazione e chiede che l'amministrazione comunale si impegni a fare lo stesso» come già fatto da altri enti locali come Itri. «Cogliamo l'occasione, per ricordare che sono passati 150 giorni dal rapimento di Silvia Romano e 45 giorni da quando Pontinia Possibile - concludono dal partito - ha inviato al Comune una mozione per chiedere all'amministrazione di prendere una posizione sulla mancata liberazione della cooperante italiana rapita in Kenya. Siamo certi che la nostra Amministrazione sia molto sensibile alla nostra richiesta e che la mancata discussione sia giustificata dai tempi resi saturi dall'approvazione del Bilancio e che questa mozione, insieme alle altre presentate, verrà discussa e votata nel prossimo Consiglio».