I contenziosi milionari e i vecchi debiti preoccupano l'amministrazione Terra. Una montagna di cause pendenti che rischiano di travolgere il Comune di Aprilia e peggiorare la già delicata situazione di un ente spesso costretto a ricorrere alle anticipazioni di cassa e dove la lotta all'evasione offre risultati positivi nell'accertamento ma non nella riscossione.
Il lungo discorso del sindaco Antonio Terra, che ha integrato l'intervento dell'assessore alle Finanze Lanfranco Principi, si è concluso con l'approvazione del bilancio consuntivo con 13 voti a favore della maggioranza e 7 contrari da parte dell'opposizione, ma a conti fatti ha dipinto una situazione tutt'altro che rosea per l'ente di piazza Roma. Non solo il mancato versamento dei benefit ambientali da parte di Rida Ambiente, ma anche la gestione della Multiservizi e i contenziosi appesi rappresentano motivo di preoccupazione: in caso di sentenze sfavorevoli, il Comune potrebbe ritrovarsi a dover pagare cifre milionarie. «Le questioni che maggiormente ci preoccupano rispetto alla Multiservizi – ha rimarcato il sindaco rispondendo alle perplessità dell'opposizione – non riguardano le spese per il personale, ma il debito con l'Inps e la risoluzione della vicenda legata alle fatture contestate per circa 3 milioni e mezzo di euro. A decidere sarà un arbitro tra le parti e in giunta abbiamo affidato l'incarico al professor Quattrociocchi, nel frattempo abbiamo aderito alla rottamazione della maxi cartella esattoriale dell'Inps e saremo in grado di pagare le rime rate grazie agli accantonamenti. In attesa di definire il nuovo assetto della municipalizzata ora in liquidazione, abbiamo snellito l'organico risparmiando 1 milione 400 mila euro l'anno. La cassa del Comune scende per questioni non imputabili a noi ma che ci portiamo dietro dalla Prima Repubblica. Penso al debito di 8 milioni con la Regione per i canoni idrici mai pagati fino al 2003: non avendo trovato l'accordo abbiamo deciso di risolvere la questione in tribunale visto che il debito che ci riconoscevano era troppo alto. In caso di sconfitta in appello e in cassazione dovremo pagare anche 4 milioni 200 mila euro per l'esproprio dei terreni ex Salini e 3 milioni e mezzo alla ex Flavia. Del resto chi ci ha preceduti ha espropriati senza mai pagare e quei debiti li abbiamo saldati noi».
Una ricostruzione che, almeno per quanto attiene le partecipate, non ha convinto l'opposizione. «Troppo elevate le voci relative agli straordinari che ammontano a oltre 80 mila euro – ha rilevato Domenico Vulcano – e oltre 285 mila euro è costato il lavoro interinale. Avete risparmiato sul capo del personale oggi in pensione, ma che a partita Iva continua a guadagnare come consulente 25 mila euro l'anno». «I numeri evidenziano delle difficoltà – ha sottolineato Giorgio Giusfredi – anche nella gestione delle partecipate. Le spese eccessive della Progetto Ambiente per il noleggio dei mezzi e per il personale interinale merita un approfondimento. Rispetto all'Asam dai bilanci che ci avete fornito, non emerge alcun risparmio. Risulta che al 31 dicembre 2017 spendevamo 3 milioni 199 mila euro contro i 7 milioni 682 mila euro del 2018. La differenza dovrebbe essere acquisita nel bilancio. Anche gli stipendi sono saliti da 2 milioni 327 mila a 3 milioni 440 mila euro. Non sfugge l'assenza di progettualità».