Non solo turismo, lavoro, economia del mare e futura attività amministrativa. Durante il confronto organizzato venerdì pomeriggio da Latina Oggi nell'aula consiliare di Nettuno si è parlato anche di altre tematiche inerenti il futuro della città.

Nello specifico, tutti i candidati sindaco sono stati sollecitati a porre l'attenzione sullo sport e sulle problematiche legate all'impiantistica, ma anche sulla sua funzione sociale e sul suo utilizzo per la promozione dell'immagine cittadina.

Per Daniele Mancini, lo sport rappresenta uno dei mali storici della città. Centrodestra, centrosinistra e fallimento politico del MoVimento 5 Stelle: per lui tutti hanno sbagliato. «Tutti i progetti realizzati di recente - spiega - sono stati predisposti con nostri atti di Giunta. Abbiamo riaperto lo stadio di baseball e ci siamo accorti che al ‘Masin' (lo stadio da calcio, ndr) c'era la pompa per l'irrigazione rotta e l'autobotte per innaffiare il campo saliva sul tartan della pista d'atletica, danneggiando un bene da 400mila euro». Waldemaro Marchiafava, invece, sostiene che non si possano dimenticare le eccellenze e cita Francesco D'Aniello, «un olimpionico messo da parte da questa città. Perché a Nettuno si isola chi porta lustro e questo non deve più accadere». Per Mauro Rizzo lo sport è fondamentale per togliere i ragazzi dalle strade e, dunque, bisogna impegnarsi per riaprire gli impianti chiusi. «Se, da un lato, i soldi serviranno a rimpinguare le casse, dall'altro occorre spendere sulla manutenzione». Secondo Enrica Vaccari, invece, lo sport va praticato come prassi educative e condanna la scelta della precedente amministrazione a 5 Stelle di aver consentito di utilizzare le strutture per finalità diverse da quelle per cui erano state concepite. «Ero all'opposizione e dissi di bloccare questa cosa: non è accaduto». E poi lancia l'idea di chiedere fondi al Coni per la ristrutturazione degli impianti. Anche Alessandro Coppola concorda con quest'ultima affermazione, sostenendo come lo stadio "Masin" si trovi in uno stato vergognoso. «È assurdo - dice - che i nostri bambini debbano andare ad Anzio o in strutture non idonee per praticare l'atletica. Faremo ogni sforzo possibile per riqualificare la struttura». Infine, Mario Eufemi si dice convinto che gli impianti vadano assegnati a chi paga regolarmente i canoni, col Comune che deve patrocinare le associazioni meritevoli nella creazione di eventi. «L'ente può pagare le utenze per le manifestazioni - spiega -, ma basta contributi a pioggia».