Si scalda il clima politico a Nettuno in vista del ballottaggio tra i due candidati a sindaco Alessandro Coppola (sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Udc e dalla lista Coppola Sindaco) e Waldemaro Marchiafava (appoggiato da Patto per Nettuno, Democratici e Insieme per Marchiafava). Scintille con vena polemica innescata dalla coalizione di centrosinistra, che ha puntato il dito contro il comizio in piazza Battisti del leader leghista e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

«Per motivi di ordine pubblico - si legge in un post del 2 giugno sulla pagina Lista Marchiafava Insieme 2019 - legati al comizio di Salvini, l'incontro con i bambini per disegnare Nettuno è rimandato. Purtroppo per la Lega non vengono prima i bambini». Il post è riferito a un evento che la coalizione di Marchiafava aveva organizzato in contemporanea al comizio del vice premier all'interno del Borgo medievale, limitrofo a piazza Battisti. Immediata la replica di Alessandro Coppola, che mette in chiaro la situazione. «Sono dispiaciuto e sorpreso - fa sapere Coppola - dell'atteggiamento dell'amico Waldemaro Marchiafava e dei suoi sostenitori, che dopo aver sbandierato la volontà di fare una campagna elettorale corretta evidentemente, per il ballottaggio hanno pensato che fosse meglio una strategia più aggressiva. Va anche bene per chi è costretto a rincorrere, ma travisare la verità non è accettabile e strumentalizzare i bambini è terribile. L'arrivo di Matteo Salvini a sostegno della mia candidatura lo abbiamo annunciato da subito: organizzare un evento con dei bambini in concomitanza di orario è stato di cattivo gusto. Non è stata certamente la nostra coalizione, né la Lega, né Salvini a impedirlo. È stato probabilmente il buon senso delle forze dell'ordine, che ogni giorno sono al lavoro per difendere e tutelare i cittadini e soprattutto i bambini, anche da iniziative che li possono mettere a rischio senza motivo».

In campo scende anche Patto per Nettuno, che rende noto come Marchiafava abbia accettato un confronto organizzato da una tv romana e mette in dubbio la partecipazione allo stesso di Coppola. «Per quello che riguarda l'invito al confronto pubblico con l'amico Waldemaro - ha risposto Coppola -, quando è stata fatta la proposta dall'emittente romana eravamo insieme e con me aveva convenuto che non era il caso di accettare. Resto sorpreso oggi delle parole apparse sulla pagina social del Patto, che raccontano una falsità».