Fratelli d'Italia Latina respinge duramente le accuse mosse dal PD che pur di non sottoscrivere una mozione di sfiducia, di cui neppure si è parlato, arriva a dire di non voler stare con FdI perché vicino a clan criminali.

"La presa di posizione del PD ha dell'incredibile - dichiara il senatore e consigliere comunale Nicola Calandrini -. La loro ansia di dichiarare su tutto e su tutti li porta ad esprimere opinioni anche su cose che non esistono, come la richiesta di sfiducia da parte del centrodestra verso il sindaco Coletta. Non c'è alcuna mozione, eppure il PD si è già affrettato a dire che non la sottoscriverà".

"Oltre all'insignificanza politica della dichiarazione - prosegue - si aggiungono considerazioni su partiti politici e presunti legami di questi con fattispecie e clan criminosi che sono uno schiaffo alla democrazia e al rispetto delle idee degli altri. Ricordo agli esponenti del PD che se sono a conoscenza di fatti e circostanze di tale portata, non devono fare dichiarazioni alla stampa ma andare alla Procura della Repubblica. Altrimenti siamo all'offesa gratuita del diverso pensare".

"Se in Fratelli d'Italia qualcuno ha sbagliato, pagherà personalmente come è giusto che sia, come accaduto ai diversi esponenti PD regionali e nazionali che si sono trovati ad affrontare procedimenti giudiziari. Ma guai ad infangare il nome di Fratelli d'Italia e ad accostarlo a clan criminali da cui siamo lontani nel modo più assoluto. Sono certo e ribadisco la correttezza di tutti i militanti e degli elettori del partito."

"Richiamo il Partito Democratico al rispetto civile degli avversari politici. La criminalizzazione dell'avversario - conclude il Senatore Calandrini - è uno strumento politico di chi millanta una democraticità che non ha".

"È singolare che il PD dica di non firmare mozioni di sfiducia a Coletta senza che nessuno glielo abbia chiesto - aggiunge il capogruppo in consiglio comunale Andrea Marchiella -. Come altrettanto singolare è la motivazione, di non voler stare con Fratelli d'Italia. Sarebbe invece opportuno che il PD venisse allo scoperto e ammettesse che non ha alcun interesse ad andare contro il sindaco a viso aperto, perché non può farlo dal momento che un suo esponente è dato da più parti come prossimo nuovo ingresso nella giunta di Coletta o nel suo staff. In questa posizione imbarazzante al PD non sono rimasti che gli attacchi a titolo gratuito, che respingiamo fermamente al mittente".

"Il PD utilizza lo stesso metodo di LBC - dichiara il coordinatore comunale Gianluca Di Cocco -, spara nel mucchio senza distinzione. Gli alleati di LBC sono proprio loro. Respingiamo le accuse al mittente. il PD non ha argomentazioni da presentare alla città e può solo screditare gli avversari. Per noi LBC è uguale al PD. Difendo il partito e prendo le distanze da clan. Come Fratelli d'Italia stiamo lavorando a un'alternativa concreta per l'amministrazione della città di Latina e continueremo a farlo".