Sì, è più facile a dirsi che a farsi: rimettere a registro il rapporto tra Comune e società Latina 1932 per l'utilizzo dello stadio Francioni è diventato qualcosa di più che una lotta estenuante, è una guerra senza fine. Ma questa è ormai una cantilena che accompagna tutte le sbavature della gestione amministrativa della città. Non è più nemmeno divertente dare la caccia al colpevole di turno, perché in una situazione completamente sfuggita di mano al governo politico locale non si può continuamente puntare il dito sugli uffici, benché abbiano comunque la loro parte di responsabilità. E così, tra una manifestazione interrotta e la minaccia di mettere un serio pregiudizio sulla possibilità per la squadra nerazzurra di disputare al Francioni il prossimo campionato di calcio, ci sono di mezzo una serie di interrogativi che vale giusto la pena ripetere.
Come è possibile che dal 2017 ad oggi l'amministrazione non abbia saputo imporre alla società calcistica il pagamento dei canoni previsti per l'utilizzo dello stadio? Eppure l'arma del ricatto di un campionato in forse è sempre spendibile. Evidentemente nessuno pensa di usarla. ma c'è di più: la società Latina 1932 avrebbe accampato come pretesto per il mancato versamento del dovuto, la realizzazione di alcune opere di miglioria all'interno del Francioni, interventi che avrebbero comportato delle spese che secondo la società sportiva vanno ora compensate.
Ma come ha potuto fare la società Latina 1932 ad intervenire in casa altrui senza avvisare il proprietario, cioè il Comune di Latina? E se vogliamo, come fa il Comune a non accorgersi che qualcuno esegue dei lavori (ammesso che ci siano stati) dentro la stadio? Non ultimo, se la convenzione è scaduta, come si può consentire che il privato tenga le chiavi della struttura e continui ad utilizzarla?
Un gran casino, che consente al consigliere comunale della Lega Massimiliano Carnevale di dire che «se il Comune dà il cattivo esempio consentendo lo svolgimento di manifestazioni malgrado il parere sfavorevole del Suap, o addirittura senza chiederlo, non ci si possono aspettare atteggiamenti virtuosi dall'esterno».