«Noi della "Lega Terracina" ci permettiamo di criticare l'atteggiamento del Sindaco Procaccini e della sua amministrazione che pur di intascare i proventi delle sanzioni del tutor "mascherato" non solo non hanno pensato alla sicurezza degli utenti ma hanno messo due volte le mani nelle tasche dei cittadini sia per riscuotere sanzioni illegittime sia usando le casse comunali per sostenere spese di giudizio appellando ciò che veniva legittimamente sentenziato dal Giudice di Pace di Terracina».

Così il direttivo della Lega, sulla recente sentenza del tribunale di Latina che, in secondo grado, ha accolto i primi 11 ricorsi appellati dal Comune (in tutto 205) secondo cui la segnaletica di avviso della presenza di un rilevatore di velocità media agli ingressi della galleria Monte Giove, sarebbe inadeguata. Per la Lega, il Comune «si è impegnato a spendere i soldi dei contribuenti in contributi unificati e marche da bollo per appellare 205 sentenze del giudice di pace di Terracina perdendo anche nel giudizio di secondo grado». Insomma, uno sperpero. L'ente sarebbe dovuto insomma da subito intervenire per adeguare la cartellonisitca, senza «trincerarsi dietro un parere del Ministero». Che, appunto, interpellato insieme alla prefettura, aveva assicurato che quella cartellonistica era adeguata, l'unica utilizzabile e che, per legge, non poteva essere modificata.

«Noi della "Lega di Terracina" pur condividendo pienamente il principio della tutela delle vite umane non abbiamo mai condiviso il metodo usato relativamente a una segnaletica insufficiente a rendere chiaro e trasparente il tipo di controllo che questo specifico apparecchio di misurazione della velocità (tutor) effettua. Se come prescritto dal codice della strada dette apparecchiature devono servire come deterrente questo nello specifico caso non avveniva in quanto non essendoci una chiara segnalazione che avvertiva gli utenti della strada questi pensando di trovarsi in presenza di un semplice autovelox rallentavano per poi riaccellerare lungo tutto il tratto della galleria» fa notare il direttivo. «Se si fosse integrata prima la segnaletica avvisando che si trattava di rilevazione della velocità media invece l'utente della strada avrebbe tenuto una velocità costante lungo tutto il tratto interessato con maggiore salvaguardia per la sua incolumità e quella degli altri automobilisti. Ad avvalorare tali considerazioni risultano gli oltre 100.000 (centomila) verbali, dichiarati dal Sindaco, dimostrando valida questa nostra tesi. Non sarebbero stati così numerosi gli utenti della strada che hanno percorso tale tratto incorrendo in violazione dei limiti di velocità se fossero stati avvertiti preventivamente che si trattava di sistema tutor. A questo punto non possiamo che porci una domanda: Questa è stata "sicurezza" oppure "cassa"? Noi della "Lega Terracina" siamo fermamente convinti che una chiara e cristallina segnaletica di avviso sulla tipologia del controllo avrebbe diminuito drasticamente i verbali (fino a 30.000? fino a 10.000? o anche meno?) . Ma questo significherebbe anche una innegabile maggiore sicurezza stradale per gli utenti che essendo edotti riguardo il tipo di controllo di cui si tratta avrebbero mantenuto una velocità costante all'interno della galleria rispettando i prescritti limiti». Il direttivo locale della Lega conclude augurandosi che «non si insista sulla errata tesi giuridica e che il Comune non intenda farsi carico di un ulteriore ricorso in Cassazione pesando ancora una volta sui soldi delle casse comunali e quindi dei contribuenti terracinesi».

Il Comune ha già deciso di adeguare la cartellonisitica, rispettando la sentenza.