Qualche minuto prima delle 18 di ieri 19 luglio, il Consiglio comunale ha votato all'unanimità la presa d'atto della decadenza del sindaco Nicola Procaccini, carica divenuta incompatibile con la sua elezione al Parlamento europeo nelle file di Fratelli d'Italia. Il 43enne ha ufficialmente lasciato la guida della città a Roberta Tintari, vicesindaco facente funzione. Il voto è stato preceduto da una seduta durata quasi due ore e ad alto tasso emotivo. Procaccini ha fatto le sue comunicazioni attraversando a volo d'angelo la sua esperienza umana e politica, partendo dalle cose che lascia interrotte: il recupero del teatro romano e la messa in sicurezza del Monte Cucca per il ripristino della ferrovia. «Il mio sogno è di vedere il teatro di nuovo in funzione, anche dall'ultima fila» ha detto, commuovendosi. Ha ringraziato tutti: i dipendenti comunali, i «maestri di politica, dal 1997 ad oggi», i consiglieri di maggioranza e quelli di opposizione «stimolo vero dell'azione politica, mai violenta o arrogante». «La mia missione è compiuta», ha aggiunto con un pizzico di amarezza. A dire che il suo mandato lascia una città migliore di quella ereditata ci hanno pensato i suoi colleghi di maggioranza e di minoranza.

Una donna, ora, guiderà la giunta fino alla primavera del 2020. Roberta Tintari, visibilimente emozionata e caduta per sua stessa ammissione «nella trappola di Nicola» ha lanciato a tutti l'appello a rimboccarsi le maniche. Lo ha fatto a modo suo, parlando da civica e, a sorpresa, citando Paolo Borsellino nel giorno del 27esimo anniversario della sua morte: «La paura è umana, ma combattetela con il coraggio» ha detto ai suoi, ricordando la «grande sfida per questa classe dirigente che ora deve dimostrare di saper guidare la città» e dicendosi sicura della lealtà di tutti. Ha chiesto anche di non dimenticare «il dissesto morale e civico, prima ancora che finanziario» dal quale è stata tirata fuori Terracina, ponendo l'obiettivo di un «risultato culturale».

Dagli scranni, attestati di stima unanimi a Procaccini. Patrizio Avelli, capogruppo di FdI, ha detto che il Consiglio «ha perso una guida» auspicando «se la legge lo consentirà, che possa ricoprire un ruolo». Valentina Berti (Pd) ha riconosciuto la costante del rispetto reciproco pur nei contrasti politici mentre Valentino Giuliani (Lega) ha augurato a Procaccini di combattere a Strasburgo per «un Europa delle nazioni e dei popoli». Un caloroso augurio lo ha pronunciato anche Alessandro Di Tommaso, suo avversario alle scorse elezioni, che ha parlato di «consiliatura speciale» per il salto di qualità fatto sia da Francesco Zicchieri, deputato, che da Procaccini. «Dobbiamo ringraziarvi per esservi misurati e aver dimostrato che questa generazione è valida». Il supporto a Roberta Tintari è arrivato da Ilaria Marangoni (FI): «Sono fiera che sia una donna a prendere in carico la guida della città». Poi il saluto della maggioranza, da Davide Di Leo a Andrea Bennato, da Andrea Lauretti a Maurizio Casabona. Il presidente del Consiglio comunale Gianfranco Sciscione ha dato il suo augurio al sindaco: «Se dovessi tornare indietro a quando mi chiedesti di unire le forze, sappi che lo rifarei Abbiamo reso una città migliore».