I motori sono già caldi e nelle ultime ore i partiti politici anche sul territorio stanno iniziando a prepararsi in vista del voto anticipato. In verità, già nelle scorse settimane, Lega e Fratelli d'Italia ad esempio hanno messo al centro dei loro incontri proprio questo tema. Le fibrillazioni continue a livello nazionale nel Governo Conte sono all'origine dello "scaldate i motori" che sul territorio è già in atto. Il voto anticipato significa giocarsi di nuovo la partita per il Parlamento (senza il taglio delle poltrone) e soprattutto della Regione Lazio, dove il centrodestra punta a spodestare Nicola Zingaretti.
La Lega col vento in poppa. Solo posti in piedi

I partiti del centrodestra della provincia di Latina sono in fibrillazione perché questa volta, col vento a favore dei sondaggi, potrebbero arrivare spazi insperati nelle assemblee elettive. La corsa che fa più gola è certamente quella regionale, per svariati motivi. Il Consiglio regionale è in primo luogo un posto dove si decidono parecchie materie che riguardano da vicino il territorio provinciale. E poi, per farsi eleggere, ci sono le preferenze e quindi è una sfida molto più affascinante dove ci si gioca le proprie carte ad armi pari. Contrariamente, nei listini del Parlamento, la scelta è legata alla posizione in cui si viene inseriti e dunque tutto è nelle mani della segreteria nazionale. Ma la Regione, comunque vadano le cose nella crisi che sta attraversando il Governo Conte, difficilmente tornerà al voto in contemporanea con le Politiche. Per quel che riguarda Camera e Senato la Lega rilancerà ancora Francesco Zicchieri e Claudio Durigon. Ma ci sarà spazio anche per altri nomi, così da sfruttare il vento favorevole e incassare più seggi possibile. Il fatto è che, ad occhio, ci sono più aspiranti candidati che posti disponibili.
Fratelli in ascesa
Grande fibrillazione anche all'interno di Fratelli d'Italia, altro partito in ascesa nell'area del centrodestra, che ha voglia di aumentare ancora il proprio pacchetto di amministratori e parlamentari. Dopo il senatore Nicola Calandrini e l'eurodeputato Nicola Procaccini, adesso la priorità è eleggere il primo consigliere regionale. L'idea nel partito è quella di lavorare in modo sinergico per arrivare all'obiettivo dal momento che servono molte preferenze per conquistare un posto alla Pisana. Per il Parlamento bisognerà capire come si muoverà Giorgia Meloni: essendo leader nazionale non è detto che confermi la propria candidatura nel collegio uninominale di Latina. E questo potrebbe garantire magari a FdI una donna in posizione eleggibile in un listino.
Incertezze azzurre
Più complessa la situazione in Forza Italia. Gli azzurri sono in alto mare. Il voto anticipato, con l'uscita di Giovanni Toti dal partito, non è proprio il massimo. Berlusconi ha detto che chi andrà con Toti sarà fuori da Forza Italia. Ma al momento il neo soggetto politico del Governatore ligure è l'unico ad avere qualche chance reale di allearsi con Salvini e la corazzata leghista. Questo vuol dire, di conseguenza, che chi va con Toti ha più chance di essere eletto. Un paradosso, ma potrebbe essere così. Lo stesso senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale, dovrà anticipare le decisioni sul futuro. Aveva detto che se ne riparlava a settembre. Forse la crisi del Governo farà precipitare tutto. Vedremo.
Spazi ristretti per il Pd
Il Partito democratico gioca la sua partita più difficile. Il voto anticipato potrebbe significare la fine prematura anche della seconda legislatura regionale guidata da Nicola Zingaretti, oggi segretario nazionale e leader del partito. Difficile si vada ad election day, ma è praticamente certo che Zingaretti lascerà la presidenza. Dunque, prima o poi si vota anche per la Regione. Il punto è che in entrambe le situazioni la partita sarebbe complessa per i dem, che partono sfavoriti. In Parlamento potrebbero giocare le loro carte sia Enrico Forte sia Claudio Moscardelli. Il primo è in leggero vantaggio, in quanto avrebbe già mosso le proprie pedine per ottenere un posto buono, magari al Senato. Se non ci sarà il taglio del parlamentari potrebbe anche farcela a finire in una posizione eleggibile. Per la Pisana sicura la corsa di Salvatore La Penna, che cercherà una riconferma.
Cinque stelle e mille timori
Sondaggi alla mano chi rischia di più dal voto anticipato è il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. In caduta libera nel gioco dei consensi, rischia di perdere dopo poco più di un anno oltre la metà degli attuali parlamentari. A rischio anche la pattuglia pontina. La loro unica speranza sarebbe un posizionamento alto. Impossibile la partita dell'uninominale.