Il Comune di Pontinia potrebbe arrivare a pagare l'ex Albergo Pontino e le due aree adibite a parcheggio a poco più di 130mila euro. Questa almeno l'idea dell'amministrazione comunale, che si basa su un articolo del regolamento regionale del 2002. È infatti prevista la riduzione del 50 per cento del prezzo di stima in presenza di rilevanti interessi pubblici debitamente documentati. Quali sono in questo caso? Da una parte c'è l'utilizzo dei terreni per aree di sosta e dall'altra l'idea di sfruttare l'ex Albergo Pontino per realizzare un ostello della gioventù (progetto per il quale è stata presentata una richiesta di finanziamento ad hoc).
Delle acquisizioni di queste aree da parte del Comune se ne parla da tempo. L'ipotesi ha assunto maggiore concretezza a marzo del 2015 con una nota dell'allora sindaco che chiedeva alla Regione la possibilità di avviare le procedure di acquisizione dei beni. Inizialmente si parlava delle due aree parcheggio e dei locali al piano terra e al primo piano che fanno parte del fabbricato dell'ex Albergo Pontino. Il costo complessivo era stato stimato in 718.000 euro. A gennaio 2018, l'amministrazione comunale di Pontinia ha cambiato idea e ha manifestato interesse per le sole unità immobiliari situate al primo piano della struttura alberghiera di piazza Indipendenza ormai in disuso. Ciò ha determinato una drastica riduzione dei potenziali costi: 375.327 euro.
Una cifra che potrebbe subire ulteriori "tagli", perché l'Ente ha chiesto alla Regione l'accordo dei benefici previsti dal già citato regolamento comunale. L'istanza è stata formalizzata con una recente delibera della Giunta municipale (126 del 13 agosto). In questo modo il Comune pagherebbe poco più di 150.000 euro. Somma che troverebbe ampia copertura con i soldi che l'Ente dovrebbe incassare dalla vendita dell'ex Hilme (oltre un milione d'euro il prezzo a base d'asta).
Per l'uso dell'immobile dell'ex Albergo, come accennato, il Comune ha avanzato richiesta di finanziamento alla Regione Lazio per adibirlo a ostello della gioventù. Un investimento da 327.000 euro cui l'Ente comparteciperebbe con 39.000 euro. In caso di mancata erogazione dei fondi, l'amministrazione è pronta a garantire comunque la destinazione pubblica del bene e la sua classificazione a patrimonio indisponibile del Comune. Ora la decisione spetta alla Regione.