Allargare il campo ai partiti non è una chiamata alle armi per convenienza, ma un dialogo appena avviato con i partiti moderati e la città per allargare i risultati positivi che Lbc sente di aver guadagnato creando le condizioni perché Latina riacquisti fiducia e dignità. E' quanto sostiene il sindaco Damiano Coletta, chiamato in causa tante volte in questo scorcio d'estate che ha fatto da sfondo alle fasi preliminari dell'intesa tra la maggioranza e il Pd. Oggi vuole dire la sua, una volta per tutte chiarendo le condizioni di questo passaggio.

Sindaco non si fa che parlare di questo dialogo Pd-Lbc aperto anche ai 5Stelle. Quali sono le condizioni di questa alleanza pensando che il Pd non vi ha risparmiato critiche in questi tre anni e lo stesso Paolo Valente ha sottolineato la vostra autoreferenzialità?

Ognuno si esprime a modo suo, noi conosciamo il limite della galassia del Pd, sia locale che nazionale, che è quello di avere tante voci e non un interlocutore unico. Il percorso che noi abbiamo fatto come movimento civico doveva essere fatto in quel tempo e con quelle modalità, ora è arrivato il momento a livello nazionale e locale di dare una svolta e di aprirsi, le condizioni e l'assetto politico sono cambiati. Un mese fa avevo parlato di apertura e dialogo con altre forze politiche come Pd e 5Stelle e qualcuno aveva osteggiato apertamente questa possibilità. Oggi i fatti a livello nazionale sembra che stiano andando proprio in quella direzione. Oggi allargare il campo al contributo del Pd non significa cercare un supporto, perché noi abbiamo numeri solidi per governare. Significa guardare avanti per un dialogo con le forze sane della città. Tutto questo con i distinguo e i paletti che ho indicato.
Quali sono i paletti?
Il primo è aprire al dialogo solo a quelle forze che non hanno fatto parte del sistema Latina. Ricordiamoci che chi ha governato non ha mai preso le distanze dai guasti di quel mondo. Ecco io l'ho fatto e continuerò a farlo. L'altra condizione è uscire dalla logica delle poltrone, il dialogo è sui temi e sui contenuti e non sui ruoli da ottenere. Perché i ruoli devono essere il tassello finale e consequenziale di un progetto coerente che metta al primo posto la città, non la "conditio sine qua non" per parlare. La nostra interlocuzione con partiti, organizzazioni sindacali, associazioni, imprese e semplici cittadini parte da qui. Senza parlare di destra e di sinistra, ma parlando di valori e aderenza ad essi. Per questo credo che oltre al PD, oltre al M5S, sia doveroso rivolgersi anche a tutti quei moderati che non riescono a trovare un riferimento nell'attuale centrodestra.

Come mai le basi di questa alleanza non sono state gettate prima, ad esempio nella fase delle provinciali?

Oggi non ho il timore di entrare nella dimensione degli accordi perché ora potrebbero esserci le condizioni o quantomeno si possono creare. Si faccia avanti chi è disponibile a questo dialogo. Per la prima volta, un eventuale allargamento della maggioranza, avviene sulla base della discussione sui valori e su programmi e in un momento di confronto pubblico. Credo non sia mai successo. Ci vogliono 10 anni per cambiare una città. In questi tre anni abbiamo fatto un lavoro duro, al buio. Ora inizia la fase di raccolta e di costruzione.
Il senatore Calandrini, ma anche la Lega, hanno parlato di inciuci per paura del voto e di un'alleanza tra partiti che sanno di essere al capolinea.

Questa sicurezza ostentata non ha ragion d'essere perché la città sta cambiando, soprattutto sul fronte della legalità. Mi sembrano piuttosto esternazioni di chi ha il timore di perdere ancora. Il dialogo è con coloro che hanno a cuore i temi dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile, della cultura, della scuola. Mi rendo conto che sono temi su cui una certa destra ha difficoltà ad argomentare e che vedono come una minaccia.

Come poter dare gambe a questo confronto per la città? Valente del Pd ha parlato di Stati Generali, che ne pensa?
E' un'idea che avevo in testa, attraverso una sorta di Stati Generali a cui invitare tutte le parti attive della nostra città per un contributo volto al futuro, senza preconcetti o pregiudizi. Oggi c'è una componente di moderati di centro destra con cui si può dialogare e che sicuramente non vuole riproporre quel Sistema Latina che ci aveva condotto nel baratro.

Il deputato grillino Raffaele Trano ha confermato il dialogo ma ha spiegato che nel 2021 avranno un loro candidato sindaco.
Il dialogo avviato non presuppone un unico candidato, si devono prima cercare le condizioni per un'alleanza, con Trano c'è sempre stato un dialogo cordiale, produttivo ed efficace.

E lei? Intende ricandidarsi e se sì è una condizione alla base di questo confronto?
Mi ripeto, questo è l'ultimo gradino del percorso, perché prima vengono i temi e i contenuti. La città è più consapevole e sta ritrovando fiducia in sé stessa e nelle istituzioni. Anche perché a livello nazionale ha acquisito una dignità sul fronte della legalità. Legalità che non è uno slogan ma un valore conquistato e lo dimostrano tutte le sentenze a nostro favore: servizi sociali, Tpl, Abc, terme. È segno che si è operato nelle regole. Una parte dell'opposizione ci attacca sugli appalti perché abbiamo scompaginato un sistema che era incancrenito da anni.