«Ricevo un sos quotidiano dagli imprenditori, a partire dall'edilizia, sulla crisi stagnante di Latina a causa di una mancata visione dal Comune. Il sindaco Coletta invece di intervenire, pensa alle poltrone da spartire col Pd». Lo denuncia in una nota il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio Angelo Orlando Tripodi, che aggiunge: «La necessità di un piano Marshall, annunciato a più riprese, non può essere messo nero su bianco da chi si è contraddistinto sin qui dall'ambizione politica, sponsorizzando la rivoluzione al Comune di Latina solo per lanciarsi in ottica nazionale. Avrebbe invece dovuto aprire un serio confronto con le associazioni di categoria, a partire dal grido di allarme lanciato dall'Ance i cui numeri sono emblematici nell'ultimo decennio: in provincia si è passati da circa 10mila operai iscritti alla Cassa edile a poco più di 5mila, da 1.900 imprese a 1.300 e da una massa salari di 80 milioni euro a circa 48 milioni di euro. Non bastasse ciò, Damiano Coletta non è stato in grado nemmeno di recepire la legge regionale sulla Rigenerazione Urbana, presentata dal Pd come la panacea di tutti i mali. Evidentemente ai soldati di Zingaretti interessa soltanto spartirsi gli incarichi in giunta nel tentativo di essere più competitivi alle comunali del 2021 - aggiunge Tripodi - Di certo non meraviglia la nuova forma mentis da maggiordomo del Pd. Alla faccia dei temi, delle proposte e della visione - conclude il capogruppo regionale della Lega Angelo Tripodi - Latina Bene Comune e Partito democratico pensano solo a sopravvivere, ma la Lega è pronta ad un cambio radicale anche a Latina».