La Quota 100 resta uno dei temi più caldi dell'attuale dibattito politico in tutta Italia. L'eredità lasciata dal deputato della Lega Claudio Durigon, che nel precedente governo rivestiva il ruolo di sottosegretario al Lavoro, viene additata da molti come causa di tutti i mali, e da tanti altri come uno strumento che dovrebbe essere preservato.
Al di là del dibattito politico, dove maggioranza e opposizione mettono sul tavolo le motivazioni per cui la riforma Quota 100 debba essere o meno cancellata, a fare da ago della bilancia ci sono i numeri. E secondo il padre della riforma, Durigon, questi danno ragione alla sua idea. «Ancora una volta i dati Istat confermano come Quota 100 sia stata determinante per la crescita del mercato del lavoro - dichiara il deputato - In un anno abbiamo avuto infatti 285 mila occupati in più rispetto all'anno precedente. Numeri importanti che assumono maggior rilievo considerato che il nostro Paese registra purtroppo una crescita pari allo zero. Le domande di Quota 100 sono state quasi 230 mila e quasi 200 mila italiani sono riusciti ad andare in pensione, favorendo così un ricambio generazionale fondamentale per liberare nuovi posti di lavoro. Chi ancora attacca Quota 100 e fa finta di non vedere gli effetti positivi che questa misura ha portato al Paese non vuole il bene degli italiani».

I numeri in provincia e nel Lazio
La regione Lazio ha collezionato, in tutto, 25.319 domande. Di queste, 18.611 sono soltanto del distretto di Roma Capitale, mentre 2.021 sono di Latina. La provincia pontina viene però superata da quella di Frosinone, con 2.688 domande. A seguire, le province di Viterbo (1.356) e Rieti (643).

Distribuzione e gestione
Sono i lavoratori dipendenti ad aver inviato la maggior parte delle domande per la Quota 100. La categoria, infatti, è composta da 78.252 unità. A tallonarla c'è quella della gestione pubblica, da dove sono arrivate 74.811 domande. Ci sono poi gli artigiani (20.556) e i commercianti (20.183), i coltivatori diretti (4.839). Sono 622 le domande arrivate invece dal mondo dello spettacolo e dello sport. Dalla gestione separate sono arrivate 94 domande, mentre 12.077 dai Fondi Speciali e altri 17.324 dal Cumulo.

Distribuzione anagrafica
La maggior parte delle domande arriva dai più giovani. Infatti, ben 95.502 domande per Quota 100 hanno come mittenti cittadini che non hanno più di 63 anni di età. Altre 93.617, invece, da persone tra i 63 e i 65 anni, mentre "soltanto" 39.709 domande sono arrivate da over 65. A fare da padroni in questo scenario sono gli uomini: 163.866 domande arrivano da persone di sesso maschile, mentre sono 64.962 le donne ad aver richiesto Quota 100.

«Quota 100 aiuta i giovani»
Soddisfatto il deputato Claudio Durigon: «Le generazioni future si salvano non lasciando lavorare chi ha i contributi, ma inserendole nel mondo del lavoro. I dati Istat dicono allora il contrario di chi piange lacrime di coccodrillo. A novembre 2018 avevamo un tasso di disoccupazione al 10.7% mentre a novembre 2019 eccoci al 9,7%. Mentre la disoccupazione giovanile a novembre 2018 era pari al 31,6% e a novembre 2019 al 27,8%.
I nuovi contratti, oltre un anno, sono 231 mila. Le domande presentate per Quota100 sono 230 mila. Con 80 mila nuove assunzioni del pubblico impiego che possono essere sostituiti con lo sblocco del turn over proprio da questo mese. Anzi mi domando perché non sono stati fatti i decreti per erogare i Tfr nella pubblica amministrazione? Come Lega abbiamo presentato un'interrogazione e stiamo aspettando ancora la risposta dal Governo. Questi sono i numeri reali e veri, non lacrime».