«La Lombardia come il Lazio per quel che riguarda le Rsa? Non scherziamo». L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato ha replicato così al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che ieri mattina ai microfoni di Radio Padania aveva detto: «Una delibera simile a quella della Lombardia sulle Rsa era stata presa dal Lazio. Ma al governatore del Lazio non è stato fatto alcun tipo di contestazione».
«Fontana non si permetta di mistificare, nel Lazio si sono create Rsa esclusivamente Covid per pazienti positivi che secondo le indicazioni cliniche non necessitano di ricovero ospedaliero – ha risposto l'assessore D'Amato – Capisco le enormi difficoltà di Fontana, ma dire che la Lombardia è come il Lazio è una mistificazione. Con un tasso di letalità tre volte superiore e un numero di decessi nelle Rsa diciotto volte superiore, secondo i dati dell'Iss, credo che Fontana abbia tanto altro da fare che parlare del Lazio a Radio Padania».
A D'Amato replica il deputato della Lega Claudio Durigon. «Quello che sta succedendo è veramente assurdo e anche di cattivo gusto politicamente. Gli stessi concetti espressi da Attilio Fontana sono stati espressi da Nicola Zingaretti. Quindi di che cosa stiamo parlando? E come si permette l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato di dire che Fontana non deve mistificare? È lui che sta mistificando la realtà. Ma la cosa più grave sul piano politico è che D'Amato, per rispondere, ha utilizzato la piattaforma di Salute Lazio. Una piattaforma istituzionale, utilizzata per fini politici e di parte. Per questo suo atteggiamento la Lega ne chiede le dimissioni da assessore regionale del Lazio. Farebbe bene a rassegnarle e a sgombrare il campo. Infine, il riferimento al fatto che c'è stato un aiuto del Lazio alla Lombardia. Ma ci rendiamo conto che stiamo parlando di una pandemia che ha fatto migliaia di morti? Ma la solidarietà non è un atto dovuto? O bisogna sottolinearla? A parti inverse la Lombardia non avrebbe aiutato il Lazio? Veramente assurdo. D'Amato si dimetta, non è all'altezza del ruolo».