Il fatto
15.05.2020 - 18:30
Bar, ristoranti ma anche stabilimenti balneari: le linee guida proposte da Inail e Istituto superiore di sanità vanno rimodulate su base locale. E' quanto chiede il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone. "Mi auguro che in sede di Conferenza Stato-Regioni queste indicazioni siano declinate sulla base delle esigenze locali". Il perché è presto detto: prendendo in considerazione solo i litorali, è evidente che la provincia di Latina ha esigenze diverse da quella romana o da quella romagnola.
"Mi auguro che il governo in sede di conferenza Stato-Regioni entri nel merito delle linee guida realizzate dall'Inail, che ritengo debbano essere calibrate, fatte proprie dalla Regioni e modificate in base alle specificità dei diversi territori. Ho inviato in tal senso una richiesta esplicita, attraverso una nota indirizzata al premier Conte e al ministro Boccia. - afferma in una nota il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone - C'è la necessità di rivedere parametri troppo restrittivi per dare risposte e una speranza concreta a migliaia di operatori che potrebbero decidere di chiudere le loro attività con conseguenze drammatiche per tutto il Paese.
Allo stesso modo i ristoranti non possono essere catalogati in un'unica fattispecie. Quattro metri quadrati a disposizione di ogni avventore, tradotto in concreto significa che un locale di 60 metri (che non è certo piccolissimo) potrà ospitare al massimo 15 clienti alla volta. Ma a pagare maggiormente dazio rischiano di essere locali più piccoli collocati in tanti centri storici del nostro Paese. Un ristorante di 25 metri quadri potrà ospitare non più di 5-6 persone. Ugualmente gli stessi centri estetici e per parrucchieri dovrebbero avere trattamenti particolari e specifici, sulla base di parametri diversi a seconda dei contesti regionali e locali. Questi esercizi non possono alzare le saracinesche, sapendo di poter lavorare al 20-30 per cento delle loro potenzialità, ma avendo spese (in primis concessioni, affitti, tasse, bollette) al 100 per cento. Non è possibile veder fallire un numero impressionante di attività commerciali e nell'arco di poco tempo.
Dunque occorre lasciare alle singole Regioni la possibilità di adeguare contenuto e indicazioni di queste linee guida ai diversi territori e alle specifiche attività".
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