È diverso tempo che la domanda più ricorrente dei parrocchiani della Chiesa di Sant’Antonio Abate, ma anche di tanti fedeli e cittadini è: «Ma che fine ha fatto il Crocifisso, esposto in quella sorta di icona sulla facciata della Chiesa lato via Traversa Borgo Sant’Antonio, a Priverno?» In effetti, sono circa sette mesi che il Cristo ligneo, risalente al XVI secolo, non è più al suo posto. E le sollecitazioni che ci sono giunte per cercare di sapere che fine abbia fatto quell’opera, sono state tante. Non solo. Ma sulla rete si è sviluppato un dibattito, all’interno del quale emergono le più disparate congetture. Una risposta attendibile, comunque, è arrivata il giorno di Natale quando, durante la Messa, il parroco ha spiegato che il Crocifisso è in attesa di restauro.

Opera che richiede molto tempo. È già, in ogni caso, una risposta tranquillizzante, visto che spesso si è sentito parlare di furto o, comunque, di scomparsa dell’opera. Anche perché i fedeli, passando davanti alla Chiesa, inevitabilmente, alzano lo sguardo alla ricerca del Crocifisso, da sempre punto di riferimento per fedeli e cittadini. Come detto, è un’opera lignea, pare anche di un certo valore, che, inizialmente, non dovrebbe essere stata nella chiesa di Sant’Antonio Abate, visto non solo che fu sistemato all’esterno della Chiesa, ma addirittura in una stampa del Settecento della facciata della Chiesa non si troverebbe traccia. Sembra che nel corso dei secoli sul Cristo di Borgo Sant’Antonio siano state più volte poste le mani, tanto che si parla addirittura di ben quattro ridipinture che dovranno, ovviamente, essere eliminate con le dovute cautele per arrivare all’origine dell’opera.

In più, il legno sarebbe stato attaccato da un germe xilofago (tarlo del legno), per cui sarebbe stato sottoposto già a tre mesi di intervento in una sorta di camera a gas. In ogni caso, nessuna sparizione, nessun furto, ma solo recupero e restauro. E prima o poi il Cristo ‘scomparso’ sarà sistemato all’interno della Chiesa.