utto era cominciato il 7 gennaio scorso. I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni alimentari avevano proceduto al sequestro amministrativo, in via cautelativa, di 75 chilogrammi di ritagli di carne suina in un esercizio commerciale di Priverno. Il provvedimento dei carabinieri del Nas era stato determinato dalla mancata rintracciabilità del prodotto alimentare detenuto nell’attività commerciale controllata e custodito in tre buste di cellophane, contenenti, rispettivamente, ventisette, diciotto e trenta chilogrammi di ritagli di carne suina. Il titolare del negozio era stato nominato dai militari operanti custode giudiziario dei prodotti sottoposti a sequestro. Della cosa, come da prassi, era stato avvertito il Comune di Priverno, essendo il sindaco della città la massima autorità sanitaria locale. Il commerciante, qualche giorno fa, ha chiesto proprio agli uffici competenti del Comune l’autorizzazione al dissequestro per la distruzione della merce in questione. E, come da prassi, quella richiesta è stata trasmessa dai competenti uffici del Comune all’Organo accertatore (Nucleo antisofisticazione dei carabinieri) al fine del preventivo parere sulla restituzione della merce sottoposta a sequestro. Giovedì scorso, il Comando carabinieri del Nas ha inviato al Comune di Priverno una nota, con la quale si esprimeva parere favorevole al dissequestro della merce ai fini della sua distruzione. Alla luce di quest’ultimo riscontro, il responsabile del dipartimento Attività produttive del Comune ha emesso una specifica ordinanza disponendo il dissequestro della carne e di provvedere, a proprie spese e alla presenza della polizia municipale, all’immediata distruzione della merce, cosa che dovrebbe avvenire in questi giorni. Stando a indiscrezioni, sembra che il titolare dell’attività commerciale controllata soltanto successivamente al sequestro abbia dimostrato la tracciabilità del prodotto. Ma, ormai, la vicenda aveva iniziato il suo iter.