Sabaudia, crisi politica
11.03.2026 - 21:00
Doveva essere una seduta importante del Consiglio comunale, convocata per discutere temi ritenuti strategici per la città. Ma l’appuntamento si è trasformato in un nuovo capitolo della crisi politica che da tempo attraversa l’amministrazione comunale di Sabaudia.
Alla seduta, infatti, il sindaco e la maggioranza non si sono presentati, facendo così venire meno il numero legale e impedendo di fatto lo svolgimento dei lavori dell’assise. Un’assenza che arriva in un momento particolarmente delicato per gli equilibri politici della maggioranza, che rispetto all’assetto originario ha progressivamente perso numeri e stabilità.
Negli ultimi mesi, infatti, due consiglieri hanno lasciato la maggioranza passando all’opposizione. A questo si sono aggiunte le dimissioni del vicesindaco per vicende ormai note e, proprio nelle ultime ore, la rimozione dell’assessore Schintu dopo l’annuncio del suo passaggio in minoranza.
Secondo l’opposizione, la mancata presenza in Consiglio rappresenta una scelta politica grave, perché sottrae l’amministrazione al confronto istituzionale in una fase considerata cruciale per la vita politico-amministrativa della città.
Il tutto si inserisce inoltre in un contesto che, dal punto di vista politico, viene definito sempre più preoccupante: il sindaco è infatti coinvolto in diverse vicende giudiziarie, con nuovi avvisi di garanzia che nelle ultime settimane hanno riacceso il dibattito pubblico.
Per le forze di opposizione, proprio il Consiglio comunale sarebbe stato il luogo in cui il primo cittadino avrebbe dovuto fornire chiarimenti, non tanto sul piano giudiziario quanto su quello politico. Spiegare alla sua maggioranza le ragioni per continuare a sostenerlo e ai cittadini come intenda amministrare la città nell’ultimo anno di mandato.
Viene inoltre sottolineato come molti dei principali interventi attualmente in corso – dai nuovi asili ai progetti di recupero di alcune strutture cittadine come l’ex Spes e l’ex Brigantino – siano finanziamenti e programmi avviati dalla precedente amministrazione.
Critiche arrivano anche nei confronti della maggioranza e della presidenza del Consiglio comunale, accusate di aver avallato con l’assenza una situazione che, secondo l’opposizione, rappresenterebbe una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e degli elettori.
Nel mirino finisce anche la scelta del sindaco di non presentarsi in aula. Un atteggiamento che, secondo i suoi critici, dimostrerebbe la difficoltà di affrontare apertamente la crisi politica e il rischio concreto di non avere più i numeri per governare.
Da qui l’appello finale: per l’opposizione, Sabaudia avrebbe bisogno di aprire una nuova fase politica e amministrativa, capace di restituire alla città credibilità, prospettiva e una guida considerata più solida, superando l’attuale fase di incertezza e paralisi istituzionale.
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