Ancora una volta si chiede al ministro dell’Ambiente di attenzionare la situazione del lago di Paola. A farlo sono i senatori Vacciano (primo firmatario), Simeoni, Uras, Bignami, Bellot e De Pietro, che il primo marzo hanno presentato un’interrogazione a risposta orale. La questione stavolta non ruota attorno alla proprietà, bensì alla tutela dei luoghi.
Il punto di partenza sono le criticità ambientali del lago di Paola di cui ciclicamente si torna a parlare. Specie in estate, quando a causa delle alte temperature i fenomeni diventano più acuti. I senatori ricordano che il bacino gode di diversi livelli di tutela. È un sito di interesse comunitario, è incluso tra le zone umide d’interesse internazionale, rientra nel perimetro del parco nazionale del Circeo, è interamente riconosciuto come zona di protezione speciale ed è pure inglobato nell’area Mab (“Man and Biosphere”) del programma di protezione e tutela ambientale promosso dall’Unesco.
La relazione generale del piano del Parco dedica diversi passaggi – si ricorda nell’interrogazione parlamentare – alla “questione lago”. Si parla ad esempio di uno «specifico progetto di riqualificazione ambientale» finalizzato a limitare le criticità, che «pur potendosi in parte considerare naturali, sono certamente in parte derivanti dal deposito sul fondo di nutrienti derivanti da attività antropiche». Ossia possibili scarichi civili e commerciali, nonché le immissioni di prodotti (nitrati) utilizzati in agricoltura. A ciò è da aggiungere lo scarso apporto di acqua dolce dovuto alla deviazione di alcuni canali, che comporta un aumento della salinizzazione delle acque del lago. Per i senatori, nei confronti di questo ecosistema sono state intraprese «scarse iniziative di contrasto alle attività non autorizzate e all’inquinamento», sintomo «dell’immobilità dei vari enti locali coinvolti, che dagli anni Novanta hanno a loro disposizione la legge quadro sulle aree protette, che permetterebbe di prendere immediati provvedimenti pratici». La proprietà «non ostacola la responsabilità massima per la tutela in capo all’ente parco, e quindi non del privato, dell’intero parco del Circeo e quindi anche del lago di Paola», continua la nota. «Gli attuali proprietari dovrebbero relazionarsi con gli enti, più che in qualità di possidenti, come cittadini che tutelano un bene ambientale riconosciuto come patrimonio naturalistico». Al ministro Galletti si chiede se non ritenga necessario intervenire per prescrivere le modalità di attuazione di lavori e opere idonei a «salvaguardare l’integrità dei luoghi» e «porre fine all’atteggiamento di inerzia che sta causando gravi danni al lago di Paola e al parco nazionale del Circeo tutto».