Anche il Sabaudia Film Festival - la denominazione esatta è Festival della commedia all’italiana - andrà al miglior offerente, che sarà scelto tramite una procedura di gara vera e propria. E le offerte dovranno arrivare entro mezzogiorno del 27 aprile.
Il punto di partenza è la decisione da parte del commissario di realizzare pure quest’anno la manifestazione. Anche alla luce del successo ottenuto negli anni precedenti, sia in termini di partecipazione del pubblico che di rilevanza mediatica. A organizzare il tutto, però, non sarà il Comune, pronto a fare la sua parte con un impegno finanziario di massimo 45mila euro e mettendo a disposizione i luoghi e le strutture da utilizzare. Tutto sarà gestito da chi riuscirà ad aggiudicarsi «l’appalto».
In linea di massima il progetto prevede questo: una settimana (dall’8 al 15 luglio) di proiezioni di «film recentissimi», una serie di approfondimenti e la realizzazione di attività collaterali. Pure - si precisa - «in periodi precedenti o posteriori, affinché sia garantita una destagionalizzazione turistica».
Il peso maggiore lo avrà il progetto artistico, che «peserà» sulla valutazione complessiva il 70 per cento. Ben 25 punti saranno assegnati per la «valutazione qualitativa degli ospiti appartenenti al mondo della cinematografia e delle proiezioni proposte». Il festival, insomma, deve essere di qualità. Tra le altre voci figurano anche la direzione artistica e la conduzione del festival, una valutazione dello staff dedicato, le attività collaterali e il valore delle sponsorizzazioni. Già, perché non bastano le buone intenzioni e la qualità. Per realizzare una manifestazione del genere servono anche i soldi e non sono di sicuro sufficienti quelli messi a disposizione dal Comune di Sabaudia. I punti assegnati saranno al massimo dieci: da cinquemila euro (un punto) a 40mila euro e oltre (dieci punti).
La valutazione dell’offerta economica, invece, si concretizzerà con l’attribuzione a ogni singola offerta di un punteggio determinato sul ribasso in percentuale rispetto all’importo posto a base di gara, cioè i «famosi» 45mila euro. Come una gara d’appalto qualunque: è l’offerta economicamente più vantaggiosa. Si premierà, insomma, anche chi farà risparmiare di più l’ente.