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La scommessa sul filo dei sentimenti: prima commedia dell'anno al teatro Moderno

Una commedia di scottante attualità sul tema della ludopatia. L'intervista ad Emanuele Barresi, Gaia de Laurentis e Fabio Ferrari  

La scommessa sul filo dei sentimenti: prima commedia dell'anno al teatro Moderno

Una commedia di scottante attualità sul tema della ludopatia, dai tratti esilaranti ma dal risvolto amaro e con un finale a sorpresa, inaugura il nuovo anno al Teatro Moderno, dal 16 al 18 gennaio. Nell’ambito della stagione di prosa diretta da Gianluca Cassandra, arriva ‘La scommessa’ di Emanuele Barresi, anche regista ed interprete insieme a Gaia De Laurentiis e Fabio Ferrari. L’avvocato Enrico e l’operaio Michele sono due amici incalliti scommettitori, Chiara è la moglie di Michele sempre al fianco del marito, nonostante il gioco abbia rovinato la sua famiglia e costretto la figlia ad allontanarsi dal padre. Abbiamo intervistato i tre artisti, a cominciare dall’autore.

Tre ruoli, come fa ad avere un controllo totale della messinscena?

«Ho iniziato a lavorare in teatro molto giovane a Livorno, insieme a Paolo Virzì e Francesco Bruni. Eravamo tutto: autori, attori e registi. Ci siamo convinti che potevamo continuare, dato il grande successo. Loro sono stati più fortunati di me perché non hanno mai recitato troppo bene, mentre io venivo sempre applaudito e questo mi ha ‘fregato’: loro due hanno deciso di fare subito gli autori e registi andando a Roma al Centro Sperimentale, io invece ho continuato in scena, alternando momenti di sola scrittura, regia o recitazione».

Com’è nata l’idea della commedia?
«Era nel mio destino perché la mia è una delle città italiane in cui si gioca di più, i livornesi scommettono su tutto. Sono venuto a contatto con tante vicende di amici e parenti, gente che si rovina per questa ossessione. C'è una frase in ‘Rosencrantz e Guildenstern sono morti’ di Tom Stoppard in cui Amleto dice: “A un certo punto la vita è un gioco d'azzardo estremamente rischioso. Se fosse una scommessa non l’accetteresti”. Noi ogni giorno scommettiamo qualcosa, consapevolmente o no, e a volte non ci accorgiamo di aver vinto e sperperiamo tutto. Ho definito la mia commedia ‘dramma ridicolo’ perché ha del buffo, anche se alla base c’è il dramma della vita. I riscontri del pubblico sono ottimi, a Milano abbiamo fatto tutto esaurito. Molti si riconoscono nei personaggi perché ognuno vive la propria ossessione».

L’amicizia è tra due personaggi agli antipodi, un brillante avvocato e un operaio disoccupato.
«Livorno è così, nata nel Medioevo come porto franco con leggi che permettevano a chiunque, di qualunque razza, religione o credo politico, di venire a vivere qui. Non ci sono mai state barriere sociali, la comunità ebraica è stata la seconda per popolazione ma non ha mai avuto un ghetto. C'è sempre stata tolleranza e apertura, una volontà di creare una società per il benessere di tutti. Ancora oggi, persone di varie estrazioni frequentano gli stessi posti e hanno gli stessi hobby con una consuetudine insolita».

Così Gaia De Laurentiis descrive la sua Chiara.
«Nonostante la povertà, lei resta accanto al marito per amore, rivelando però una fragilità che sfocia in una forma di complicità passiva. Chiara, pur essendo una persona solare, tenda a voltarsi dall’altra parte per evitare i problemi, diventando complice della dipendenza del marito nel tentativo di mantenere una parvenza di tranquillità. Con un ludopatico, assecondare e perdonare non è il modo giusto di aiutare; al contrario, bisognerebbe avere la forza di essere duri».

Fabio Ferrari incarna l’amico benestante.
«Enrico è un uomo colto, single, pur essendo un giocatore maniacale mantiene un certo equilibrio finanziario. Al contrario di Michele, più semplice e fiero della propria ignoranza. Lavorare con un autore come Barresi, anche interprete e regista, rende tutto più semplice e rapido, poiché conosce perfettamente i meccanismi di noi attori».

Infoline ai numeri: 346/9773339 oppure  0773/471928.

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