«La maggioranza è solo un cartello elettorale, e con il caso profughi comincia a mostrare tutte le contraddizioni e le incompatibilità interne». Va giù duro il capogruppo del Partito democratico Alessandro Di Tommaso sulle frizioni tra la giunta Procaccini, decisa ad aderire al programma Sprar per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo, e il consigliere comunale di Noi con Salvini Francesco Zicchieri, alleato di maggioranza ma firmatario di una mozione con alcune forze d’opposizione (Forza Italia e lista Corradini) per chiedere l’impegno al sindaco, nel caso di arrivo di rifugiati, si sostenere per ogni profugo una famiglia disagiata locale. «Un dibattito ridicolo», attacca Di Tommaso. «Quello che si chiede non ha senso, è pura demagogia. Si tratta di due cose distinte. Se si vogliono sostenere 100 famiglie terracinesi lo si faccia, ma Zicchieri, che è presidente della commissione Bilancio, dovrebbe indicarci dove prenderà i soldi». 

Secondo l’ex candidato sindaco del Pd, oggi all’opposizione, il dibattito sullo Sprar è il primo segnale delle contraddizioni interne alla maggioranza: «Lo dicevamo in campagna elettorale - spiega - le anime di quella coalizione sono incompatibili, e ora si comincia a vedere. Peraltro, su questa strana mozione nessuno dice una parola. Dove sono il sindaco, l’assessore ai Servizi sociali Roberta Tintari, il presidente della commissione Politiche sociali? I Comuni responsabili gestiscono l’accoglienza con progetti, si preoccupano di cosa fare e come farla, invece qui in tutti i campi spuntano fazioni che rivendicano ruoli in ogni dove».
Di Tommaso interviene anche sulla giovane richiedente asilo nigeriana che da settimane gira per la città, a cui è stato tolto il figlio per le sue difficoltà. «Un saltra dimostrazione dell’inadeguatezza dei nostri servizi sociali», incalza il consigliere. «Che Comune è diventato quello che non riesce ad affrontare un problema sociale, che non ha uno sportello antiviolenza, che lascia che i cittadini interpretino da soli il tutto come un problema di sicurezza? Il servizio per le fasce deboli non esiste, ha subito una regressione, non abbiamo sono strutture adeguate, un programma. E noi assistiamo ad una baruffa di partito. È ridicolo».