Il segnale più vistoso appare nel titolo della delibera: «Attestazione di idoneità abitativa e igienico sanitaria». Un oggetto neutro, rivolto a tutti i cittadini regolarmente residenti e non più, come recitava una delibera del 2013, ora abrogata, «Idoneità abitativa alloggi per extracomunitari».

La scomparsa di questa distinzione tra cittadini comunitari e non, è il cuore dell’atto amministrativo licenziato ieri dalla giunta Procaccini su proposta dell’assessore Roberta Tintari, che aggiorna i documenti richiesti per ottenere il rilascio di idonea abitazione. Prima, per gli extracomunitari, c’erano alcuni costi aggiuntivi e un passaggio in prefettura. Ora non più. Il provvedimento ricalca alcune leggi nazionali che legiferano sulle residenze e i ricongiungimenti familiari, che lasciano ai Comuni l’autonomia di appurare che la casa in cui si va a vivere abbia i requisiti igienico-sanitari e con spazi adeguati in base alle di persone.

È la direttiva Ue 2003/86/CE che in materia di ricongiungimento familiare dispone che il richiedente abiti in un «alloggio considerato normale per una famiglia analoga nella stessa regione, e che corrisponda alle norme generali di sicurezza e di salubrità in vigore nello Stato membro interessato». La delibera del 2013 rivolta agli alloggi per extracomunitari, inoltre, prevedeva verifiche «prevalentemente attraverso valutazioni di carattere burocratico e documentale, tenuto conto della difficoltà di effettuare sopralluoghi». Sulla carta. Oggi invece il Comune aggiunge «eventuali sopralluoghi a campione». Non si può infine non notare come gli indirizzi del 2013, che ponevano necessità di «governo del fenomeno migratorio senza introdurre elementi di difficoltà e destabilizzazione», oggi abbiano assunto una più umana «forma di tutela, di prevenzione, individuazione di situazioni di fragilità e contrasto a situazioni che possono produrre conflittualità, degrado o emarginazione e insicurezza».

Soddisfatta l’assessore Tintari: «Abbiamo stabilito regole uguali per tutti», ha dichiarato. «Siamo riusciti a rendere più chiaro, semplificandolo, l’iter burocratico adeguandolo in toto alle procedure e alle regole che deve seguire qualunque cittadino residente. La chiarezza e la semplificazione aumentano l’equità e la sicurezza perché si eliminano eventuali motivi di dissidio che minerebbero la coesione sociale».

La procedura burocratica

Da oggi per fare istanza di idoneità igienico-sanitaria di un alloggio la domanda, in bollo, può essere presentata dal proprietario di casa, il conduttore o l’ospite e sarà necessario compilare un apposito modello fornito dal Comune, corredato da documenti personali, la planimetria dell’alloggio a firma di un tecnico abilitato indicante la destinazione e la superficie, la relazione del tecnico riguardante la regolarità edilizia, la dichiarazione asseverata di un tecnico abilitato di idoneità e conformità ai requisiti igienico-sanitari e il versamento di 100 euro per i diritti di segreteria, come previsto per tutti i residenti nel Comune. Eliminato il versamento di 20 euro per l’autenticazione della copia da presentare alla Prefettura.