Ha vinto tutto quello che c'era da vincere a livello di club, ma la "fame" agonistica è quella del primo giorno di scuola, pardon di piscina.
In sostanza, Federico Lapenna vuole contribuire alla totale rinascita di quella Anzio amante della pallanuoto, che dopo aver abbracciato la famiglia di Latina, sta provando a rinverdire i fasti di un tempo, provando a fare meglio della passata stagione e, quindi, a brindare, semmai questa stagione dovesse finire nel migliore dei modi, alla promozione in A1. Un traguardo decisamente alla portata della squadra di Maurizio Mirarchi, anche se in questo momento l'emergenza "Coronavirus", sta minando alcune certezze anche in un campione come lui: «Sono assolutamente convinto che la stagione riprenderà, seppur con delle difficoltà, sia per il calendario che per la forma fisica. Mentalmente dobbiamo essere pronti, può rincominciare da un momento all'altro ed è importante restare concentrati e farsi trovare pronti nel momento in cui si tornerà a giocare».
Come stai vivendo questo momento?
«Cercando di mantenere una forma fisica adeguata, allenandomi in casa quotidianamente, anche se l'assenza dell'acqua è un peso che si fa sentire».
La squadra è consapevole che questo può essere l'anno giusto per salire?
«Siamo consapevoli delle nostre capacità, per ora lo abbiamo dimostrato mantenendo il primato in classifica. La strada è ancora lunga e non possiamo permetterci passi falsi».
L'Anzio Waterpolis è una squadra costruita per vincere.
«La nostra è una società ambiziosa, la squadra è stata studiata dal presidente e dal suo staff per fare il grande salto in A1, ci impegnamo tutti per raggiungere l'obiettivo comune».
Cosa, secondo te, l'Anzio Waterpolis ha più delle altre squadre?
«Di sicuro il fatto di avere una società solida che ti permette di lavorare nel miglior modo possibile. Da quest'anno abbiamo una piscina, un impianto tutto nostro, che fa crescere quel senso di appartenenza di ognuno di noi, e non parlo soltanto della nostra squadra, ma anche delle categorie giovanili e delle nostre famiglie».
Tu, Goreta e Maurys Perez: giocatori che possono fare la differenza in qualsiasi momento.
«La nostra esperienza è un vantaggio, ma la vera forza sta nel gruppo, ogni singolo giocatore fa del suo meglio, ha un ruolo ben preciso e questo ci rende sincronizzati e coordinati».
Sentite la pressione di essere i favoriti?
«Abbiamo solo una grande consapevolezza nei nostri mezzi e di quello che dobbiamo fare, essendo guidati da un professionista serio e capace come Maurizio Mirarchi che sa come gestire le nostre qualità».
Cosa succederà il 3 aprile secondo te?
«La speranza è che tutto torni alla normalità per quanto possibile. Di sicuro la Federazione prenderà le decisioni più giuste per portare a termine questo campionato che fino ad ora è stato avvincente ed emozionante».