Oggi sono 44 anni, ma è come non sentirli. A maggior ragione in un momento delicato del suo Paese adottivo, quell'Italia alla quale si sente profondamente legato e non solo per i metalli preziosi vinti con il "settebello" di Alessandro Campagna.
Amaurys Perez, oggi, è un uomo ed un atleta "costruito" ad immagine e somiglianza di un club ambizioso. Un sodalizio scappato via da Latina e approdato ad Anzio con idee ben precise: tornare in A1 e crescere come movimento, anche grazie a lui.
Promozione e progetti, legati ad un uomo che è un po' come il buon vino: invecchiando, migliora.
In che modo intendi festeggiare il tuo compleanno?
«Di solito amo farlo in compagnia di una famiglia allargata. Purtroppo con questa situazione legato all'emergenza ‘Coronavirus', non me lo posso permettere, ma va bene lo stesso. Sarò con mia moglie e miei figli, le persone più importanti della mia vita».
Cosa sgnifica per te giocare in una società come l'Anzio Waterpolis?
«Quando sono stato contattato dal tecnico Maurizio Mirarchi, quasi non volevo crederci, visto che è una società ed una squadra con un progetto ambizioso alle spalle. Un team, costruito per raggiungere un traguardo. Il fatto è che vado matto per le sfide, quindi non ho battuto ciglio, accettando subito».
La piscina di Anzio avrà un nuovo look e tu sarai l'uomo immagine. Cosa pensi di questa cosa?
«Essere l'immagine di un progetto così ambizioso non è poco. Ho fatto tanti programmi tv, ma quando si tratta di sport, ovviamente di tutto quello che riguarda la piscina, mi prende al cuore. Quando mi hanno avvisato che sarei stato l'uomo immagine di questo progetto, per poco non svenivo dalla felicità».
L'Anzio Waterpolis è una squadra costruita per vincere. Siete coscienti di questo?
«E' inutile che ci nascondiamo, dobbiamo accettarla questa cosa. Siamo una squadra con i ruoli fondamentali ben coperti. Sta a noi dimostrare di che pasta siamo fatti».
Quali potrebbero essere, a tal proposito, le difficoltà?
«La prima, ed è quella che temo di più anche perché è già successo, di entrare in acqua senza la giusta concentrazione. Il resto si può superare tranquillamente».
Quarantaquattro anni e non sentirli. Come si gestisce, ora, Amaurys Pérez?
«Bella domanda questa. La pallanuoto, per me, è una malattia. La mia grande paura sarà quando arriverà il giorno nel quale il fisico non mi reggerà più. Per il momento vado avanti come un treno e non guardo all'età».
Per te Anzio non è solo prima squadra, ma una serie di attività collaterali in piscina per le quali sei molto più che un semplice testimonial.
«L'Anzio Waterpolis è qualcosa di spettacolare, perché questa società non pensa solo ed esclusivamente alla prima squadra di pallanuoto. Ci sono varie attività unitamente alla prima squadra. Acquagym, Scuola Federale, corsi per i disabili. E ci tengo a sottolineare, con uno staff all'avanguardia. La cosa più bella? Tutto, l'insieme delle cose, ti fa sentire a tuo agio. Penso di aver conosciuto tante piscine, ma questa di Anzio fa la differenza. così come la città».