Via Lungo Sisto, a Terracina, era pronta a far festa un'altra volta come quattro anni fa. Oggi, invece, è "soffocata" da un silenzio irreale.
Matteo Lodo vive lì ed il sogno olimpico di arrivare, perché no, ad un metallo più prezioso del bronzo conquistato a Rio de Janeiro con il quattro senza, purtroppo rimandato.
Come tutti e, soprattutto, com'è logico che sia, l'atleta del III Nucleo Atleti Fiamme Gialle di Sabaudia, se n'è fatto una ragione. Di fronte al dramma di questa pandemia, non si poteva fare diversamente.
Come stai passando in questo momento le tue giornate?
«Un po' come tutti, stando a casa e cercando di mantenermi in allenamento. Vista la situazione, provo a fare del mio meglio, anche se è una situazione anomala per noi atleti».
Olimpiadi rinviate. Al di là del fatto che è stato giusto, vista l'emergenza, qual'è il pensiero di Matteo Lodo che puntava a bissare la medaglia conquistata quattro anni fa a Rio de Janeiro?
«Sicuramente è stata una decisione difficile da prendere, ma obbligata vista la gravità della situazione. Spero che questa emergenza passi il prima possibile, così che il prossimo anno saremo nuovamente pronti a lottare per la conquista di una medaglia. Vorrà dire che arriveremo ancora più preparati a questi Giochi di Tokio. Oggi, però, la gara da vincere è un'altra».
Quanto ti manca la tua caserma di Sabaudia?
«Mi manca la solita routine da atleta: mangiare in allegria insieme agli altri, fare allenamento, riposare e ripetere il programma di allenamento al pomeriggio. Manca quella quotidianità che è stata stravolta da questa emergenza».
A parte questo, quali sono le cose che in questo momento ti mancano di più?
«Sicuramente tutto il gruppo, fare allenamento insieme e, in questo periodo dell'anno, gareggiare. Questa è la nostra vita. Lavoriamo sodo per arrivare alle gare nel migliori dei modi e nessuno di noi avrebbe mai immaginato di convivere con uno stop forzato. Ci hanno tolto qualcosa e questo qualcosa è la nostra vita di atleti».
Proviamo a guardare più in là del tuo naso, cercando magari un po' di luce in fondo al tunnel. Il futuro immediato di Matteo Lodo?
«Come ho avuto modo di dire prima, tenermi in allenamento il meglio che si può stando a casa e poi tornare a fare tutto il necessario per affrontare nuovamente, e nel migliore dei modi, l'anno olimpico».
Sabaudia, nonostante tutto e la cancellazione della prima prova di Coppa del Mondo, ha dimostrato di essere pronta per i grandi eventi. Cosa pensi al riguardo?
«Questa, forse, è una delle cose che mi è dispiaciuta di più. Sarei stato felice di gareggiare in casa in un evento così importante. Sabaudia, però, si è dimostrata pronta ad ospitare grandi eventi come la Coppa del Mondo. Il tutto grazie ai numerosi sforzi e al certosino lavoro portato avanti in sinergia da tutti. Sono sicuro che Sabaudia saprà essere all'altezza per gli impegni futuri, anche e soprattutto sulla base di quanto fatto per l'organizzazione di questa Coppa del Mondo che sarebbe stata meravigliosa».
Ci racconti la tua giornata di allenamento?
«Cerco di mantenere il più possibile orari e abitudini. Mi sveglio, faccio colazione, aspetto un po' e inizio con il primo allenamento. Pranzo, mi riposo, merenda e poi il secondo allenamento. Di solito cerco di alternare remergometro o ergbike la mattina ed esercizi con i pesi il pomeriggio. Ovviamente tenendo conto delle possibilità che ho stando a casa».
Un aneddoto particolare di questi giorni?
«Sinceramente, in questo momento penso solo ad allenarmi, provando ad allontanare dalla mia mente questa brutta situazione. Del resto non sono abituato a stare a casa così tanto tempo. Me ne sto facendo una ragione».