Nicolò Francescotti è un ragazzo del 2005 che veste la maglia de La Pelota Fc Aprilia. Il calcio è la sua passione, fa l'attaccante e porta anche un numero importante sulle spalle. Quel numero dieci che identifica il giocatore di estro e fantasia, un punto di riferimento per tutta la squadra. Ma stavolta Nicolò non si è distinto per un gol o una prodezza sul campo, stavolta ha fatto molto di più. Siamo nel campionato dei Giovanissimi, sul sintetico del Centro Sportivo "La Pelota", nel match tra i padroni di casa e la Connect, società di calcio giovanile di Latina. Nel secondo tempo della partita l'arbitro fischia, tra l'incredulità generale, un calcio di rigore, proprio per un fallo subito da Francescotti. C'è qualche protesta, perché a detta degli avversari il fallo era inesistente (e lo si vede anche dalle immagini). Nicolò, senza dire nulla, decide di mettere tutti d'accordo: posiziona la palla sul dischetto, aspetta il fischio del direttore di gara, poi allarga il destro e mette la palla fuori tra gli applausi e il "bravo" di tutti quanti: «Non ci ho pensato più di tanto, è stato un gesto istintivo. Nessuno me lo ha suggerito, ma ho trovato corretto non sfruttare una situazione che mi ero guadagnato senza alcun merito. Nonostante fossimo in un momento della partita decisivo visto che vincevamo 2-0 e potevamo chiuderla».
Le parole di Nicolò, figlio d'arte di quel Fabrizio Francescotti che è stato anche giocatore dell'Aprilia Calcio, devono far riflettere, e il suo gesto ha fatto in un attimo il giro del web: «Non me l'aspettavo di destare così tanto scalpore - spiega ancora il ragazzo che da quando è piccolo calca i campi di tutta la provincia - Il fallo su di me era inesistente. Poi ho visto la disperazione del mister avversario e anche la difficoltà dell'arbitro, che era alla sua prima partita e che sicuramente si era pentito della decisione. Non potendo tornare indietro, allora gli ho dato una mano anche io. Penso sia stato giusto così».
Una scelta che non può passare inosservata, soprattutto in una settimana in cui sui campi del calcio dei grandi non sono mancate furibonde polemiche, sospetti e veleni. Nicolò è un tifoso sfegatato della Juventus e ha anche le idee chiare su quello che avrebbe dovuto fare Cristiano Ronaldo una volta ottenuto il rigore che ha spedito il Real Madrid nelle semifinali di Champion's League al posto dei bianconeri: «Il rigore per il Real Madrid? Inesistente - sorride - Forse Ronaldo avrebbe dovuto avere il coraggio di fare quello che ho fatto io».

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