Due anni di inibizione a Mario e Vincenza Belalba (presidente e amministratore delegato), diciotto mesi di squalifica a Felice Melchionna, all'epoca dei fatti allenatore del Gaeta in Eccellenza. E' questo quanto ha deciso ieri il Tribunale Federale Regionale in merito alla richiesta della Procura Sportiva Federale riguardo all'ormai nota vicenda di presunti pagamenti con assegni postdatati e minacce a ex giocatori della formazione del Golfo. Il Tribunale della giustizia sportiva non solo ha accolto le richieste del procuratore, ma ha aumentato da un anno a due la squalifica per i Belalba, e a 18 mesi lo stop per l'allenatore calabrese. La cosa che colpisce è la totale controtendenza rispetto alla giustizia ordinaria per la quale in sede di Riesame le accuse mosse (estorsione e minacce) erano venute meno, tanto che l'ordinanza di custodia cautelare era stata annullata per tutti e tre dopo l'operazione denominata "Dribbling". 

Tutt'altro esito ha avuto invece l'iter seguito dalla giustizia sportiva che ha accolto le richieste del procuratore che ha condannato, in attesa di un appello che per Melchionna (per il quale ci sono da sommare anche i 7 mesi di squalifica inflitti dalla Commissione Disciplinare degli allenatori di Firenza) è stato già annunciato, la condotta dei vertici societari del club biancorosso che ora è davvero ad un passo dallo sparire dal panorama dilettantistico regionale dopo una stagione, la scorsa, a dir poco travagliata.