Era rimasto in silenzio finora, non certo per nascondere l'operato della cordata di imprenditori locali che da maggio sta lavorando per dare un futuro al Latina Calcio, ma piuttosto per non rovinare degli equilibri che si stavano creando e che ora possono fare la differenza. Adesso che il suo nome non è più un tabù, Fabio Napolitano, direttore dell'istituto sportivo Steve Jobs di Latina, ha deciso di uscire allo scoperto con alcune precisazioni riguardo i progetti che serviranno a regalare un domani al calcio nel capoluogo. Lui in particolare, da quanto è dato sapere, è stato uno dei trascinatori di quella cordata di imprenditori che adesso possono tornare a far sperare i tifosi nerazzurri: «Non è certo soltanto merito mio - tiene a precisare Napolitano -, ma di una squadra solida, venuta su con il tempo e che è pronta a proiettarsi al futuro con entusiasmo».
La solidità del gruppo egli imprenditori pontini che si è creato grazie ad un lavoro certosino portato avanti da maggio ad oggi, è il tema portante dell'intervento di Napolitano, che ha deciso di metterci la faccia dopo tanto silenzio: «Un silenzio che non va letto come mancanza di rispetto per i tifosi. Il nostro riserbo era proprio dovuto al fatto contrario. Stavamo lavorando sodo e con un solo obiettivo: quello di riportare il calcio di un certo livello in città, e troppo clamore ci avrebbe creato delle difficoltà. Sono uno che non ama i riflettori, ma oggi mi sento di voler dar voce a quello che è stato l'impegno mio e di altri imprenditori che come me hanno scelto di sposare un progetto che può diventare molto importante. Abbiamo deciso di creare un'associazione senza fini di lucro che faccia il bene dello sport in città e non solo, e senza chiedere nulla in cambio a nessuno. E' cominciato tutto con il progetto di creare una squadra in Serie D, ma poi, quando ci è arrivata la proposta di Antonio Pezone e del suo Racing, abbiamo deciso di fare un passo in quella direzione. Siamo stati tutti d'accordo - ha sottolineato Napolitano - che quella era la soluzione migliore per i tifosi, che con una Serie C avrebbero potuto subire un cambiamento meno traumatico dopo il fallimento della squadra che era tra i cadetti. Gli incontri con Antonio Pezone, che come imprenditore ricalca in pieno il tipo di azienda che cerchiamo noi - vale a dire trasparente, pulita e senza alcun secondo fine nei confronti dell'amministrazione -, sono stati tutti positivi e tutti quanti sono andati nella direzione di soddisfare la volontà del nostro gruppo di salvaguardare innanzitutto l'identità sportiva della città di Latina e dei propri tifosi. Qualora non dovesse arrivare l'ok della Federazione per portare il Racing al Francioni, e questo è un punto che tengo a sottolineare, noi siamo già pronti a far scattare quello che il sindaco Coletta ha definito come il "piano a", ovvero creare una società ex novo per la Serie D. E' tutto già pronto».
L'associazione di imprenditori pontini, insomma, è molto più di un'eventualità e rappresenta una solida realtà su cui poter contare. Nel caso andasse in porto il progetto Racing, il sodalizio pontino darà un supporto a Pezone e fungerà da avamposto sul territorio pontino, dove la nascente realtà calcistica si pone l'obiettivo di diventare un supporto e un punto di riferimento per tutto quanto il calcio dilettantistico e giovanile. Se invece sarà Serie D, i programmi non cambieranno, anzi: «L'idea di un'associazione attiva su diversi fronti è piaciuta a tutti, anche a Pezone stesso che, a prescindere da quale categoria si farà a Latina, ne entrerà a far parte - conclude Napolitano - In futuro questo gruppo potrà supportare anche altri progetti al di fuori del calcio e si pone come obiettivo anche quello di essere un legante per tutti i settori giovanili della città con cui dovremo comunicare e collaborare nel vero senso del termine».