Quella fascia da capitano al braccio, che resterà lì fino a fine stagione, non è soltanto un fatto di anagrafe. Edoardo Catinali dall'alto dei suoi 35 anni sarà il faro e una delle colonne del Latina Calcio 1932 per la prossima stagione in Serie D. Il centrocampista napoletano ha già fatto vedere in campo quanto la sua presenza, a livello di personalità, esperienza e tattica, possa essere fondamentale per l'undici di mister Chiappini. Un curriculum che parla chiaro. Una lunga sfilza di apparizioni, dalla C2 passando per la C1, fino alla consacrazione con le due stagioni da titolare con le maglie di Ancona e Padova in Serie B. In ultimo la Serie D, di cui è diventato uno dei top-player vincendo l'anno scorso, insieme a Rabbeni - suo compagno anche al Latina - con la Sicula Leonzio. Insomma, un colpo grosso della società nerazzurra che si candida ad essere protagonista anche in terra pontina: «Lo spero fortemente. Non sono tipo da promesse - commenta Catinali -, ma quello che posso dire fin da adesso è che darò tutto per questa maglia».
Una maglia e soprattutto una piazza che lo hanno subito conquistato: «Di esperienze importanti ne ho vissute tante, ma quello che ho visto ad Anzio domenica non me lo sarei aspettato. Quasi trecento persone il 20 agosto in trasferta, e dopo tante amarezze vissute nel recente passato dalla tifoseria, sono qualcosa di incredibile. Sapevo di trovare una grande piazza, ma non mi aspettavo a questo livello. I tifosi possono essere davvero la nostra arma in più».
Latina, amore a prima vista, eppure di offerte non sono mancate... «Assolutamente no. Ho ricevuto davvero tante telefonate, ma quella di mister Chiappini mi ha subito convinto sia per il blasone della piazza che per la serietà del progetto, senza dimenticare che molti miei amici che hanno giocato qui mi hanno parlato davvero molto bene della città. Adesso starà a tutti noi fare bene».
Anche le prime sensazioni sono positive: «Nonostante la squadra sia stata costruita in breve tempo, si è vista la cattiveria giusta e anche una buona amalgama di squadra. Contro l'Anzio non era facile, soprattutto perché era la prima gara che giocavamo insieme visto che non abbiamo potuto disputare amichevoli. Il ritardo di preparazione? Non mi preoccupa. Ho trovato uno staff che non ha nulla a che vedere con la Serie D, per questo credo che bruceremo presto le tappe».
Catinali ha la ricetta per fare bene e magari anche vincere la Serie D: «E' un campionato difficile. Serve il tifo, una società solida, un gruppo compatto e chiudere nelle prime 4 posizione a dicembre, perché da lì in poi diventa un altro campionato. Sono tutti elementi che credo questa squadra abbia in dote. Il gruppo è già solido come non mi sarei mai aspettato. Se c'è bisogno di rinforzi? Questo lo deciderà il mister con il passare dei giorni».
E come compagno di reparto ci sarà il classe ‘99 Barberini, una giovane da far crescere anche sotto la sua guida: «Per atteggiamento e intelligenza tattica non sembra proprio un classe ‘99. Sono sicuro che farà delle grandi cose, ma l'intero reparto è di qualità».
Ora barra a dritta verso la sfida di Coppa Italia con l'Ostiamare di domenica e poi la prima di campionato a Rieti: «La gara di Coppa è molto utile per continuare a mettere benzina nelle gambe e farsi trovare pronti al campionato. Il resto verrà da sè».