Un lavoro lungo, certosino, fatto per preservare nella memoria di tutti una parte della Storia di Latina non conosciuta come quella della vulgata popolare, e assai più famosa, che la lega al periodo di Fondazione e basta. No, questa città è stata anche molto altro, un centro di fermento culturale, di contestazioni, analisi, dibattiti sociopolitici. E di quel periodo storico, coincidente con il decennio dei Settanta, restavano fino a ieri «soltanto» le immagini girate in Super otto e catalogate da Gianni D'Achille. Storie, personaggi, frame di una Latina sconosciuta oggi e che entrava nelle discussioni e nelle azioni del «Gruppo d'intervento sui mezzi di comunicazione di massa». Da questo immenso e inestimabile patrimonio culturale nasce un documentario inedito che si chiama, appunto «GimCm» acronimo del Gruppo, prodotto da Gaye Wilkinson e montato da Giorgio Serra. Verrà presentato in anteprima, su invito, domani pomeriggio al Teatro Fellini di Pontinia e tra i relatori ci sarà Fabio D'Achille, figlio dell'autore, insieme a Stefano Mangullo ed Eugenia Morini. Il documentario ha richiesto la visione di mille minuti di video, riprese in Super Otto, in bianco e nero, cui sono state associate interviste ai protagonisti di quel momento storico; tra gli altri Aurelio Paradiso, oggi novantenne, Pina Adolfi, Laura Perazzotti, lo stesso Gianni D'Achille con Carlo De Masi, Alberto Serarcangeli, Gustavo Giorgi, Giulia Caprì, Vincenzo De Angelis. Ci è voluto un anno di lavoro per la prima produzione e c'è ancora tanto materiale da analizzare che rimanda ad un capitolo inusitato della Storia di Latina. Nei filmati, digitalizzati e montati da Giorgio Serra, non ci sono solo immagini della città capoluogo, ma anche storie girate a Sezze, Sabaudia, Anzio, Aprilia, Norma, Giulianello».
Il recupero di un documento così importante, anzi necessario, per l'agro pontino è stato possibile soprattutto grazie alla passione e alla determinazione di una delle più note e apprezzate insegnanti di inglese della città, Gaye Wilkinson, londinese doc e latinense di adozione e amante dei fenomeni socioculturali dell'Italia e della provincia di Latina. E' lei che ha insistito per produrre un documentario che fosse lo specchio di una Latina «sconosciuta» e che rischiava di essere dimenticata o, comunque, di non andare mai nelle scuole e nelle biblioteche.
Adesso questo rischio è superato ed la stessa Wilkinson spera che il documentario da sabato in poi possa essere visto dal maggior numero di persone, soprattutto dai giovani cui finora è stata raccontata solo una parte della Storia di Latina