Tante persone, come tante parole, hanno scritto ieri una pagina importante della storia di Sabaudia, "diventata" città. Nel corso del Consiglio comunale che si è tenuto in Piazza del Comune alla presenza del Prefetto di Latina Maurizio Falco, dei rappresentanti di molti Comuni della provincia, delle autorità civili e militari ma soprattutto dei cittadini, è stato vissuto un momento che è andato oltre la cerimonia istituzionale. Come ha sottolineato il consigliere Francesca Avagliano nella dichiarazione di voto per la maggioranza, la prima pietra della città veniva deposta solo qualche ora prima del Consiglio di ieri, il cinque agosto di 87 anni fa quando veniva sancito «l'inizio di un sogno, una visione, un gioiello architettonico incastonato nella natura». Un sogno da preservare come evidenziato nella dichiarazione di voto dei consiglieri di minoranza letta da Piera Polisena.

«Queste siano esse stesse, occasioni per un avanzamento costante per la nostra Sabaudia Città, sia in termini locali che nazionali, in un panorama di importante espansione economica e culturale, nel rispetto della collettività e di quei valori per i quali la nostra città e il nostro territorio si sono sempre distinti». Il Prefetto Falco ha ribadito l'importanza del contatto con i sindaci e quindi con i territori. Presenti anche gli ex sindaci Nello Ialongo, Pasquale Mancuso, Mario Tieghi, Salvatore Schintu e Maurizio Lucci. L'emozione era molta per tutti i partecipanti. Dietro la torre un cielo azzurrino al tramonto attraversato dalle nuvole ha incorniciato ancora una volta una città magica, quel «gioco – queste le parole di Stanislao Nievo nel libro di Mario Tieghi ‘Sabaudia storia viva di una città nei racconti dei protagonisti' – messo là da un gigante scomparso una sfida al mondo degli uomini. Mi piaceva? Non so, certo mi riempiva di stupore».