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La mostra

Esplor’Arte al Cambellotti: un viaggio oltre lo sguardo

Ieri l’inaugurazione della collettiva di oltre 30 artisti curata da Marianna Scuderi

C’è un momento, prima che le parole ufficiali prendano forma, in cui il museo trattiene il respiro. Le sale del Museo Duilio Cambellotti, con la loro misura razionale e la luce che scivola sulle superfici, ieri sembravano vibrare di un’attesa sottile: quella che precede ogni autentica esplorazione. È qui che ha preso avvio “Esplor’Arte”, mostra collettiva internazionale di arte contemporanea promossa da OmniArt Open Gallery in collaborazione con il Comune di Latina e curata da Marianna Scuderi. Ma più che un’inaugurazione, è sembrato l’aprirsi di una soglia. Perché l’arte non si limita a occupare uno spazio: lo attraversa. Lo interroga. Lo mette in tensione. Le opere – oltre trenta voci differenti per provenienza e linguaggio – non si dispongono come oggetti da osservare, ma come presenze che chiedono relazione. In un tempo dominato dalla velocità dello schermo e dalla distrazione dello sguardo, la mostra invita a un gesto controcorrente: rallentare. Il titolo stesso suggerisce un movimento. Esplorare non significa semplicemente vedere, ma entrare, misurare distanze, accettare di non avere mappe definitive. Tra corpo, memoria, spazio e percezione – i nuclei tematici del progetto – si disegna un percorso che non è lineare, bensì stratificato, come la sensibilità contemporanea che intende raccontare. E il luogo non è neutro. Il museo dedicato a Duilio Cambellotti, artista che seppe anticipare visioni e ridefinire il concetto di paesaggio come sintesi tra natura e costruzione, tra memoria e progetto, diventa qui interlocutore silenzioso.

Il museo come luogo di scoperta

Così, ieri, l’inaugurazione non è stata soltanto un evento culturale, ma l’inizio di un attraversamento. Un invito a sostare nel tempo dell’opera, dove il presente si stratifica e la percezione diventa esperienza. Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti la direttrice del museo, Antonia Lo Rillo, e il consigliere comunale Alessandro Porzi, in rappresentanza del sindaco Matilde Celentano, assente per impegni istituzionali. La direttrice ha sottolineato la missione del museo: parlare un linguaggio contemporaneo pur custodendo l’eredità di un grande sperimentatore. Il Cambellotti si propone come “antenna culturale”, motore di relazioni, luogo di rete tra istituzioni, associazioni, artisti. Un museo che non si limita a conservare ma genera connessioni.  Il consigliere Porzi ha richiamato invece il valore dell’esperienza diretta dell’arte: in un’epoca dominata dallo schermo bidimensionale, tornare a camminare lentamente tra le opere significa riappropriarsi di uno spazio fisico e mentale. Latina – città nata con uno sguardo rivolto al futuro – ritrova qui una dimensione non codificata del suo stesso slancio: l’arte come gesto che anticipa.

I contributi critici

“Come ha spiegato la curatrice Marianna Scuderi, in un tempo di fruizione rapida e superficiale è necessario restituire al museo la funzione di luogo di scoperta e crescita. Creare ponti tra sensibilità diverse significa riconoscere che la contemporaneità non è un blocco compatto ma una costellazione di visioni. L’esplorazione non è solo estetica: è anche interiore. Esplor’Arte” nasce come indagine sui rapporti tra corpo, spazio, memoria e percezione. Temi che non si dispongono in modo lineare ma si intrecciano come ha spiegato la critica d’arte Roberta Sciarretta che ha approfondito il nucleo teorico della mostra: lo spazio non è mai neutro, ma parte integrante della costruzione artistica; è percorso, scelta, cammino. La memoria non è semplice nostalgia, bensì percezione del passato nel presente, ristrutturazione continua di ciò che l’artista ci consegna. Il tempo, in questa prospettiva, non è una linea oggettiva ma una creazione: è l’artista che genera un tempo nuovo, offerto allo sguardo di chi osserva. Nel suo excursus, il critico Bruno Creo ha evocato suggestioni della storia dell’arte con richiami non nostalgici ma vitali: l’arte è sempre stata esplorazione, tensione verso l’invisibile, trionfo di una forza creativa che attraversa i secoli.

Una coralità di voci

La mostra riunisce le opere di oltre trenta artisti, tra cui Andrea Arminio, Massimiliano Battista, Massimo Borrelli, Stefania Botta, Fabio Bozza “Bozz”, Roberto Fabio Brucci, Graziella Buccini, Alfredo Cattai, Francesca Cinquegrana, Anna Colaiacovo, Luca Corallini, Ida Costa, Antonio De Nardis, Rita Denaro, Barbara Di Salvo, Giuseppe Di Salvo, Rita Duchi, Sergio Gotti, Antonella Iovino, Patrizio Marafini, Ivan Markovic, Massimo Palumbo, Cinzia Paciullo, Barbara Peonia, Cesare Perpetuini, Pietro Sacchini, Chiara Silipo, Alberto Serarcangeli, la stessa Marianna Scuderi, Francesco Santangelo “Benz”, Emanuela Tomassi, Paulina Dorota Tyrala, Giuseppe Trapani, Andrea Turetta e Simone Zenodocchio. Un insieme eterogeneo per poetiche e materiali, dove pittura, scultura, fotografia e ricerca convivono senza gerarchie, restituendo l’immagine di una contemporaneità plurale. Durante il vernissage, l’arte ha dialogato anche con il gusto: degustazioni di vini in collaborazione con le Strade del Vino di Latina hanno accompagnato il pubblico in un percorso sensoriale parallelo- La mostra è realizzata con il patrocinio del Comune di Latina, della Regione Lazio, della Provincia di Latina, della Camera di Commercio di Latina e Frosinone e della Rete MIR – Musei della Provincia di Latina, di cui il Comune è capofila. Sarà inoltre accompagnata da un calendario di incontri e workshop aperti al pubblico, a conferma di una volontà di partecipazione e condivisione.

 

 

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