Il Museo Cambellotti ospita da oggi fino a domenica 8 gennaio la mostra "Incroci d'arte", nata da un'idea dell'Associazione Culturale Versys di Patrizia Carità, con il patrocinio del Comune di Latina e della Provincia, finanziata da Regione Lazio e Lazio Crea, con Benacquista Assicurazioni sponsor tecnico. L'esposizione è curata da Alessandro Cocchieri. In esposizione, dal Map, opere di Gino Sabatini Odoardi, Uberto Bonetti, Paolo Pasotto, Paride Petrei, Bianco Valente, le foto di Mattia Panunzio; dalla Galleria Civica Sibò e Rinaldo Saltarin, che si incrociano con un altro linguaggio contemporaneo esterno alla città. Troveremo poi H.H Lim con "Amor in Rosso", Felice Levini con "Torre Babele Balbuziente", le immagini e i disegni dell'installazione di Donatella Spaziani, esposta alla Quadriennale di Roma nel 2008, e nella sezione dei giovani artisti emergenti Mario Carlo Iusi, con un'opera nuova creata durante il lockdown che si chiama "Semion", una composizione che parte dai semi creando una narrazione. Un artista giovane, attenzionato anche dalla Fondazione Pistoletto. Nel salone centrale le "Incompiute" di Sergio Ban del 2009, ben diverse dalle opere di Ban che siamo abituati a vedere in mostra. In mostra c'è anche l'opera di Sibò (Pierluigi Bossi), "La nascita di Littoria" del 1937, un vortice futurista dove ben riconoscibile è la torre del Comune. Poco conosciute anche le 10 opere pontine di Saltarin, del 1963, in deposito alla Galleria Civica.