Ci sono degli incontri a dire poco "impossibili" che inaspettatamente avvengono. Sfidano il tempo e i contesti storici. Ci voleva l'Associazione Giuseppe De Santis per riuscire nell'impresa di farne accadere uno molto speciale: protagonisti "idealmente" Giuseppe De Santis, e in carne e ossa Carlo Verdone. L'occasione è data dalla cerimonia conclusiva dell'anno dedicato al regista scomparso  di Fondi, nel centenario della sua nascita. L'atto finale si svolgerà l'11 febbraio proprio nella città pontina, e Verdone giungerà qui per solennizzare l'evento. Alle ore 17 farà il suo ingresso nell'Auditorium della Direzione della sede della Banca Popolare di Fondi, abituale sostenitrice del sodalizio culturale.
Luci accese su due artisti che tanto hanno dato alla cinematografia italiana: uno dei padri del Neorealismo, che sullo schermo ha portato autentica e palpitante la sua terra e quella società contadina italiana ancora legata alle antiche tradizioni e percorsa dai conflitti sociali; e un attore e regista tra i più amati dei nostri giorni, espressione sullo schermo di una pittoresca galleria dell'italiano medio, caratterizzato dai suoi limiti, dalle sue ambizioni, dai suoi difetti. 
 Verdone converserà con Marco Grossi (segretario dell'Associazione) e racconterà di sé e del Neorealismo, tema di cui è Maestro, da ottimo vecchio allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia e figlio del primo docente universitario di Storia del Cinema, il professore Mario Verdone. Premierà poi gli alunni, i docenti e i dirigenti delle Scuole Medie inferiori del comprensorio, per i lavori ispirati ai due film di De Santis girati nel territorio.
In questo contesto, troverà spazio un altro argomento particolarmente importante per il sodalizio presieduto da Giuliano Montaldo. La manifestazione permetterà di aggiornare il pubblico sullo stato di attuazione della norma che ha previsto l'istituzione a Fondi del Museo del Neorealismo.