Inaugurata i primi di dicembre, in un pomeriggio affollato che le ha tributato un caloroso omaggio, sta per chiudere i battenti "Littoria in rilievo", l'elegante mostra a cura di Vincenzo Scozzarella in cui Martino Cusano e Daniele Patriarca propongono ai visitatori "un itinerario fotografico alla ricerca della cultura figurativa nella città di fondazione". La mostra chiuderà i battenti lunedì 6 gennaio. L'esposizione fotografica è ospitata con il patrocinio del Comune negli spazi del Circolo Cittadino, grazie alla disponibilità e alla lungimiranza del suo presidente Alfredo De Santis, che ha immediatamente intuito la valenza dell'iniziativa, peraltro in un periodo così significativo per la città di Latina, che ha celebrato lo scorso 18 dicembre gli 87 anni di fondazione. L'iniziativa è stata sostenuta da alcuni sponsor: Bodema, Ibms Design, Enoteca Marocco, Red Taste-Latina Ortaggi. La mostra ripropone gli scatti che Cusano e Patriarca hanno realizzato venti anni fa e che all'epoca sono stati esposti all'interno del Museo Cambellotti di Piazza San Marco. A quelle immagini ne sono state aggiunte altre due inedite, mentre altre due "fuori dalla serie" sono state scattate appositamente per questo evento, che si pone artisticamene a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Le foto d'autore che scandiscono "Latina in rilievo" indagano il patrimonio artistico di Latina, con l'intento di far comprendere al pubblico come l'obiettivo fotografico possa essere strumento di creazione artistica e conoscenza della realtà. "Oggi in un mondo sovraccarico di immagini sempre più rapide e indistinte - scrive lo storico d'arte Vincenzo Scozzarella, curatore della mostra -, le calibrate fotografie di ‘Littoria in rilievo' appaiono un invito verso la ‘positiva lentezza'. Sono una richiesta di prender tempo, cogliere la realtà nei suoi dettagli, negli aspetti più reconditi, meno usuali. Tempo. Lo stesso occorso ai fotografi Martino Cusano e Daniele Patriarca per realizzare i loro scatti e rivelare la visione di un mondo ‘altro', percepito e reinterpretato secondo un punto di vista assolutamente soggettivo e privilegiato, per comprendere la nuova realtà. Fatta di travertino, pietra, marmo, ma innanzitutto di luce. Che ora scivola delicatamente sulle sculture, ora si condensa con forza, trasfigura l'apparente reale e diventa la grande artefice del gioco".