Un patrimonio paesaggistico d'incomparabile bellezza, unico al mondo, che come sempre rivela il trionfo di colori e l'esaltazione della fioritura in questa stagione del risveglio della natura, in particolare dei ciliegi e dei meli ornamentali. Riapre finalmente al pubblico, con il ritorno della regione Lazio in zona gialla e dopo il rinvio della tradizionale apertura di marzo dovuto alla situazione emergenziale, il Giardino di Ninfa a partire dal prossimo fine settimana dell' 1 e 2 maggio. A comunicare la notizia è la Fondazione Roffredo Caetani che persegue la valorizzazione paesaggistica dell'incantevole e celebre oasi. Dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, considerato dall'autorevole New York Times il più bello al mondo, con i suoi otto ettari di estensione, più di 1300 piante introdotte tra cui una varietà di magnolie decidue, betulle, iris palustri e una sensazionale molteplicità di aceri giapponesi nonché la presenza di un centinaio di uccelli, Ninfa da sempre attrae gente da tutto il mondo. Il suo fascino romantico ha sedotto regnanti ed intellettuali tra cui la regina Elisabetta, Paola del Belgio, il Principe Carlo con la compianta Lady Diana, la Morante, Calvino, Ungaretti, Brecht, Capote, Tennessee Williams. Si deve ad Ada Bootle Wilbraham, inglese e moglie di Onoraro Caetani, la creazione del giardino in stile anglosassone, attuata con due dei suoi sei figli, Gelasio e Roffredo. Il nome Ninfa deriva da un tempio di epoca romano costruito nei pressi dell'attuale giardino e dedicato alle divinità delle acque sorgive. La gentildonna ed i suddetti figli bonificarono le paludi e piantarono i primi cipressi, lecci, faggi, oggi rigogliosi, tantissime rose, e restaurarono alcune rovine fra cui il palazzo baronale divenuto la casa di campagna della famiglia, oggi sede di alcuni uffici della Fondazione Roffredo Caetani. In seguito Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, introdusse nuove specie di arbusti e rose, ed è ricordata in particolare perché avviò un vero e proprio impulso culturale negli anni Trenta del Novecento, aprendo le porte del giardino al circolo di letterati ed artisti legato alle riviste letterarie da lei fondate, ‘Commerce' e ‘Botteghe Oscure'. L'ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani, donna sensibile e delicata che curò il giardino come un grande quadro, essendo lei una pittrice, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, senza forzature, ed evitando l'uso di sostanze inquinanti. A lei va il merito di aver istituito la Fondazione Roffredo Caetani nel 1972. Le prenotazioni si effettuano sul sito www.giardinodininfa.eu dove sono disponibili informazioni tecniche su visite, ingressi o variazioni in caso di provvedimenti emergenziali. Per le prenotazioni da parte di visitatori residenti fuori dalla regione Lazio si rimanda alle disposizioni governative che regolano gli spostamenti.