Scavare nella memoria storica di Latina, gettare luce su versanti inosservati dell'arte del Ventennio pontino, assodare che non solo Frezzotti è stato architettura e che non solo il "bello" oggettivamente concepito è il punto d'arrivo della ricerca scultorea. Sono solo alcuni degli obiettivi, questi, che oggi raccolgono ed espongono nei locali del Museo Civico Duilio Cambellotti una nutrita serie di opere di Virgilio Marchi e Lelio Gelli, creatività tra le più incisive del secolo scorso.

Nell'ambito della rassegna "Latina Ieri, Oggi e Domani", l'architetto Francesco Tetro cura una doppia mostra intitolata "Percorsi del Novecento": uno dedicato all'innovatività progettuale di Marchi, "Futurista, classico, razionale", volto a «far vedere che ci sono anche altri architetti e professionisti - spiega il direttore scientifico del Museo - che hanno dato un contributo significativo all'architettura degli anni '30 anche nel territorio pontino»; l'altro alla scultura di Gelli, "Ritrattista, ovvero l'umanità della forma. Opere dal 1929 al 1960", per il quale «è stata scelta la linea intimista, per mettere in evidenza un altro aspetto della scultura nell'arte degli anni '30, in contrapposizione con la linea monumentale della committenza pubblica». 

Da oggi, ogni martedì e giovedì del mese di ottobre (quindi il 9, l'11, il 16, il 18, il 23, il 25, il 30), dalle 16.30 alle 18, la Direzione del Museo Cambellotti organizzerà incontri a cura dell'architetto Tetro, sul tema delle due rassegne.