Una voce duttile, cangiante e sicura fin dalla giovanissima età: uno strumento meraviglioso messo da sempre al servizio del jazz: "Mio padre lo ascoltava dalla mattina alla sera" dice tra un brano e l'altro Rossana Casale. Che incanta tutti fin dalle prime note, anzi dalle prime parole e dal primo sorriso, venerdì sera al Circolo Cittadino di Latina, dove ha preso il via la XXI stagione del Latina Jazz Club "Luciano Marinelli", il primo senza lo storico presidente. Quasi a voler colmare questo vuoto troppo grande, la sala concerti di Piazza del Popolo ha fatto registrare il sold out. Ricordiamo che la manifestazione vede il patrocinio del Comune di Latina e del Conservatorio "Ottorino Respighi" e si avvale della collaborazione dello stesso Circolo Cittadino "Sante Palumbo" del capoluogo.


La serata è stata presentata dalla giornalista Maria Corsetti, che ha ricordato che la serata inaugurale di ogni stagione viene dedicata a Gianfranco Iaccarino proprio come Marinelli ha sempre fatto, e ha dato la parola per i saluti al presidente del Circolo Alfredo De Santis e a Piergiorgio Marinelli, che ha raccolto con passione e consapevolezza la "pesante" ma meravigliosa eredità del padre. Come in passato, anche l'edizione 2019/2020 vede la direzione artistica di Elio Tatti. Ed è lo stesso Tatti al contrabbasso, con Riccardo Biseo al pianoforte e Pietro Iodice alla batteria, ad affiancare Rossana Casale per la serata, con grande affiatamento e quella naturalezza frutto della bravura e dall'esperienza. I brani scorrono con naturalezza, con frequenti e simpatici siparietti tra Casale e Riccardo Biseo, che non nascondono una bella complicità musicale.


Ogni esecuzione è accattivante e ricca di fascino: l'eleganza del jazz si amplifica e si rafforza tra le note di un'autentica lady di questo genere musicale; le partiture si fanno più calde e insieme rarefatte con i frequenti momenti di "scat", l'improvvisazione vocale che imita gli strumenti, di cui Rossana Casale è maestra assoluta. Senza bisogno di titoli e presentazioni, con qualche brano più conosciuto e altri meno ("quelli che piacciono a noi"), con qualche nome quasi sussurrato, come Gerswhin e Duke Ellington, la scaletta soddisfa appieno le attese del pubblico. A questo punto ci perdoni la splendida Rossana, che da subito ha stabilito con gli spettatori un grande feeling, se ricordiamo qualche suo popolare successo di qualche decina d'anni fa, come Brividi (Sanremo 1986), Destino (1987), A che servono gli dei (1989). L'amavamo allora e l'amiamo ora, perché non ci ha mai deluso. Confidandosi con il pubblico ha parlato di suo padre, il fotografo americano Giac Casale, scomparso da sole due settimane: "Il concerto di stasera, il primo da quando non c'è più, è stato bellissimo. Ne avevo proprio bisogno". Anche noi.