«Dedico questo libro ai Nettunesi, a quelli storici e d'adozione, ma anche a chi non c'è più e ai cittadini di domani».

Sono state davvero commosse le parole di Silvano Casaldi, scrittore e storico di Nettuno che ha presentato domenica mattina (1 dicembre 2019), nella sala conferenza dell'Astura Palace Hotel, la sua sedicesima fatica letteraria, ossia la raccolta di racconti "Nettuno e chiandri Nettunesi", sequel del libro pubblicato a giugno e chiamato "Nettuno e i Nettunesi».

Con gli interventi moderati dalla giornalista de "Il Messaggero" e dell'Ansa Antonella Mosca, "Saso" Casaldi, affiancato dal sindaco, ha parlato di alcuni personaggi e di varie storie contenuti nei suoi ultimi due libri, suscitando anche i commenti e gli applausi in sala.

E tra un aneddoto e l'altro, ha parlato anche il sindaco della città, Alessandro Coppola: «Devo dire che Silvano, invecchiando, sta migliorando, un po' come il vino - ha esordito il primo cittadino -. Da nettunese, quando leggo ‘Nettuno e chiandri Nettunesi' mi sento ancor più nettunese. Quando mi capita di parlare con chi si esprime in dialetto, mi viene automatico farlo anche a me. Nettunesi si nasce e non si può smettere di esserlo. Con Silvano siamo stati vicini e lontani: da ragazzi io facevo parte della ‘banda' di piazza Colonna, lui di quella di piazza San Giovanni. Mi ricordo ancora che, dall'ultimo piano allora diroccato del palazzo Pamphili, lanciavamo sassi ai ragazzi di piazza San Giovanni, che ‘ricambiavano' dall'angolo del Cavone. Era un modo di stare insieme e passare il tempo, ma ci volevamo bene».
Alla presentazione è intervenuto anche l'assessore alla Cultura, Camilla Ludovisi, che ha ricordato come Casaldi sia «un orgoglio per la città di Nettuno».

LA RECENSIONE di Francesco Marzoli

Una serie di racconti frizzanti, a tratti commoventi, con uno stile che ormai è noto a tutti, vista la grande mole di libri storici e romanzi che l'autore ha pubblicato nel corso degli anni.

Parliamo di "Nettuno e chiandri Nettunesi - Memorie, aneddoti e curiosità", ossia il nuovo libro di Silvano Casaldi - per tutti Saso - edito nei giorni scorsi e presentato durante un evento nella sala conferenze dell'Astura Palace Hotel.

La raccolta di brevi racconti è il sequel della penultima fatica di Saso, ossia "Nettuno e i Nettunesi": anche in quel caso, Casaldi aveva deciso di raccontare le storie e le vite di personaggi più o meno noti, nativi di Nettuno e non, al fine di trasmettere alle nuove generazioni alcune curiosità che mai prima d'ora erano state illustrate.

E proprio il successo del volume precedente ha portato Silvano a scrivere ancora, recuperando storie e racconti impressi nella sua memoria, ma anche in quelle di persone che Saso stesso ha intervistato oppure che si sono rivolte a lui per ricordare il passato.

Toccante, ad esempio, il racconto sui bambini del Polesine che alcune famiglie nettunesi ospitarono nel 1951 a causa dell'alluvione che colpì quella zona del nord Italia. Altrettanto emozionante il capitolo dedicato a Gianni Capobianco, la "Voce di Nettuno", ma anche quelli per il "Cittadino" - al secolo Rolando Belleudi - e per Luigi Bartolucci, il conosciutissimo "Giggiotto", recentemente scomparso.

E poi le storie di Alfredo Lauri, Augusto "Ruro" Rondoni, Cacini, Gino Paccariè, Luciano "Water Melon" e tanti altri ancora.

E data la passione indiscussa per lo sport di Casaldi, non poteva mancare un racconto sugli stadi della città, ossia il "Masin", il "De Franceschi" e il "Rizzo", tutti utilizzati per il gioco del calcio.

Poi, essendo Nettuno la "Città del Baseball", inevitabile un riferimento al presente, ossia al progetto di Gianluca Marcoccio: il "Bar del Baseball".

Il libro si chiude con un'appendice a dir poco entusiasmante: il Carosello Nettunese. Silvano ha infatti deciso di pubblicare insegne, fotografie e ricordi di attività commerciali e artigianali operative nel 1979.

«Ai più giovani - spiega Casaldi - queste pagine sembreranno di poco conto o forse saranno curiosi di vedere soltanto come si realizzava la pubblicità prima dell'avvento della computerizzazione, con poche foto in bianco e nero, un disegno fatto a mano o più semplicemente un marchio».